Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un monito sulla crescente influenza di soggetti tecnologici e finanziari negli scenari globali, sottolineando come questi attori tentino sempre più frequentemente di sottrarsi ai vincoli giuridici internazionali. Durante la cerimonia di ricevimento della laurea magistrale Honoris Causa in "Politica, Istituzioni e Mercato" presso l'Università di Firenze, il Capo dello Stato ha descritto una situazione dove il potere decisionale si concentra in mani sempre meno controllabili attraverso i meccanismi tradizionali della politica.
"Questi fenomeni non rappresentano completamente una novità dal punto di vista storico," ha spiegato Mattarella, "tuttavia è inedito l'atteggiamento di chi intende ignorare gli accordi stipulati dopo il 1945 per regolamentare le relazioni tra le nazioni su base paritaria." Il Presidente ha rimarcato come il tentativo concreto consista nel fungere da attori internazionali autonomi, bypassando sia le leggi nazionali che le strutture sovranazionali, determinando un progressivo indebolimento della sovranità statale.
Nel suo intervento, Mattarella ha richiamato l'eredità della Scuola Cesare Alfieri, ricordando come il suo fondatore invitava gli insegnanti a fornire agli studenti "solide nozioni" e "adeguati strumenti per affrontare l'impegno civile della vita." Ha sottolineato che questa missione educativa assume oggi un'importanza ancora più cruciale, poiché il mondo contemporaneo si trova di fronte a trasformazioni radicali negli equilibri internazionali e nei sistemi economici, con conseguenze dirette sulla stabilità delle istituzioni democratiche.
L'avvertimento del Capo dello Stato riflette una preoccupazione crescente riguardo al ruolo sempre più influente di grandi corporazioni digitali e gruppi finanziari nel determinare le scelte politiche e sociali, spesso operando in assenza di supervisione democratica o di vincoli normativi efficaci. Mattarella ha implicitamente esortato le istituzioni e le nuove generazioni a riprendere il controllo su questi processi, affidando loro la responsabilità di tutelare i principi fondamentali dell'ordine mondiale costruito nel dopoguerra.