La manipolazione dell'informazione rappresenta una minaccia esistenziale per l'Occidente, almeno quanto i conflitti convenzionali. È l'avvertimento lanciato dal senatore Giulio Terzi di Sant'Agata durante il convegno "Eu-Us Tech Agenda 2030", organizzato da Formiche presso la Camera dei deputati. Secondo l'esponente politico italiano, la guerra ibrida condotta attraverso fake news, disinformazione sistematica e contenuti manipolati è diventata il nuovo campo di battaglia dai tempi della crisi ucraina fino agli attuali scontri in Medioriente. Un fenomeno quotidiano che colpisce direttamente i pilastri della società democratica.
Sullo sfondo di questa analisi emerge un contrasto ideologico e strategico più ampio: da un lato la visione occidentale di una tecnologia libera e al servizio dell'individuo, dall'altro il modello cinese dove l'innovazione diventa strumento di controllo statale. Pechino, rileva Terzi, non considera trasparenza e privacy come priorità nello sviluppo dell'intelligenza artificiale, bensì la impiega per assegnare "punteggi sociali" ai cittadini e diffondere propaganda globale. A marzo 2026, il presidente Xi Jinping ha tracciato una roadmap aggressiva durante le "Due Sessioni", sottolineando l'intenzione della Cina di dominare la competizione tecnologica mondiale, alimentata dai crescenti attriti geopolitici con Washington.
Di fronte a questa sfida, l'unica risposta credibile passa attraverso un rafforzamento dell'alleanza transatlantica. Europa e Stati Uniti devono agire in sinergia per costruire catene di approvvigionamento "affidabili" nel settore tecnologico, garantendo così la sicurezza comune dalla volontà egemonica cinese. Non servono imposizioni dall'alto, ma una cooperazione concreta e ben strutturata. La priorità deve restare l'essere umano: qualsiasi tecnologia che invece di emanciparlo tenta di manipolarlo, controllarlo o condizionarlo tradisce i principi fondamentali su cui poggia la civiltà democratica.
Secondo Terzi, la vera partita non si gioca più soltanto nei laboratori di ricerca o nelle sale riunioni delle multinazionali tech. È una sfida che interessa la sicurezza strutturale delle società occidentali e la loro capacità di resistere a campagne di disinformazione coordinate. Gli ingredienti ci sono: conflitti reali in Ucraina e Medioriente, attori ostili sempre più sofisticati nel creare contenuti falsi, e popolazioni sempre più fragili di fronte a narrativi contraffatti. Per questo la cooperazione Ue-Usa sulla tecnologia non è un tema tecnico marginale, ma una questione di resilienza democratica e di stabilità globale.