Gennaro Sangiuliano non le manda a dire. L'ex titolare del dicastero della Cultura ha scelto Instagram per attaccare frontalmente l'attore Elio Germano, reo di essersi schierato pubblicamente contro la riforma della giustizia sottoposta a referendum nazionale. Nel mirino del post: il divario tra chi sostiene la riforma basandosi su valutazioni scientifiche e chi invece si lascia influenzare da personalità del mondo dello spettacolo. «La differenza è semplice: chi vota no lo fa perché glielo suggerisce un attore, noi votiamo sì perché magistrati e giuristi sostengono questa riforma» ha scritto Sangiuliano, corredando il messaggio di due fotografie comparative particolarmente eloquenti.
Nella prima compare Pietro Perlingeri, autorevole giurista i cui manuali di diritto civile hanno insegnato a generazioni di studenti universitari. Nella seconda, Elio Germano, descritto irridendo come «attore, noto per aver interpretato un personaggio in Medico in famiglia». Il contrasto è volutamente svilente: l'intento di Sangiuliano è sottolineare come la posizione favorevole alla riforma riposi su fondamenta accademiche solide, mentre l'opposizione proverrebbe da mere celebrità senza competenze specifiche in materia giuridica.
Germano, pluripremiato interprete con un David di Donatello all'attivo e protagonista di film di rilievo come l'ultimo Berlinguer diretto da Andrea Segre, ha recentemente pubblicato un video a carattere ironico per celebrare l'eredità artistica di Gigi Proietti. Nel filmato simula una conversazione telefonica con un sostenitore della riforma, fingendo difficoltà nel comunicare per poi pronunciare un deciso e ripetuto «no» al referendum, scandito quaranta volte con crescente enfasi.
La reazione del Movimento Cinque Stelle è stata immediata e piccata. Gli esponenti pentastellati della commissione Cultura alla Camera, Anna Laura Orrico e Gaetano Amato, hanno definito l'attacco di Sangiuliano «imbarazzante e patetico», trasformandolo in un'occasione per colpire trasversalmente l'ex ministro. «Un uomo che ricoprì un ruolo istituzionale ridotto a seminare odio sui social contro chi esercita il proprio talento è semplicemente vigliacco» hanno tuonato, aggiungendo frecciate personali: «Gli unici punti che Sangiuliano ha guadagnato nella sua esperienza di governo sono stati quelli della ferita procuratale dal caso Boccia». La polemica si inserisce nel quadro più ampio della campagna referendaria in vista della consultazione del 22-23 marzo, che vedrà gli italiani chiamati a esprimersi sulla riforma della giustizia con le posizioni profondamente divise tra maggioranza e opposizione.