Una mobilitazione lunga sei ore ha animato la Casa delle arti di Roma in occasione del referendum sulla riforma della giustizia. Protagonisti dell'evento il regista Mario Martone e l'attore Riccardo Mastandrea, entrambi schierati apertamente per il No alle urne. L'iniziativa ha riunito attorno al tavolo una platea variegata di ospiti, dalla comunità artistica ai rappresentanti della magistratura, in un confronto pubblico sulle implicazioni del possibile voto.

Il regista partenopeo ha espresso con chiarezza le ragioni della sua contrarietà alla riforma in discussione. Secondo Martone, l'approvazione della proposta comporterebbe un rischio concreto di concentrazione eccessiva del potere nelle mani di due istituzioni fondamentali dello Stato. "Se il Sì dovesse prevalere, magistratura e politica si troverebbero a operare in sinergia, determinando uno squilibrio preoccupante nel sistema dei pesi e dei contrappesi che caratterizza uno Stato di diritto", ha dichiarato il cineasta, sottolineando come tale scenario metterebbe a repentaglio gli equilibri costituzionali.

L'incontro, tenutosi nei giorni precedenti al 10 marzo 2026 (data di ultimo aggiornamento della notizia), ha rappresentato uno spazio di discussione ampio dove sono stati sollevati interrogativi sulla legittimità e sulle conseguenze pratiche della riforma proposta. La partecipazione di figure pubbliche del mondo dello spettacolo accanto a professionisti del settore giudiziario evidenzia come il tema della riforma della giustizia trascenda gli ambiti tradizionali del dibattito politico, investendo questioni di interesse generale per l'intera società civile.

L'evento si inserisce nel contesto più ampio della campagna referendaria, in cui il fronte del No mobilita argomenti legati alla tutela dell'indipendenza della magistratura e all'esigenza di preservare la separazione dei poteri. La maratona organizzata a Roma testimonia come il dibattito stia raggiungendo anche le comunità culturali e artistiche del Paese, settori tradizionalmente sensibili alle questioni di democrazia e libertà.