La partnership tecnologica tra Europa e Stati Uniti rappresenta oggi il terreno decisivo su cui si gioca il futuro della sicurezza internazionale e della competitività economica globale. È con questa consapevolezza che si è riunito a Roma, nella Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei deputati, l'evento "Eu-Us Tech Agenda 2030", organizzato da Formiche insieme a istituzioni, industria e centri di ricerca. L'incontro ha preso spunto dal rapporto del Center for European Policy Analysis dal titolo "Tech 2030 – A Roadmap for Europe-US Tech Cooperation", tracciando le linee di una collaborazione transatlantica sempre più necessaria in un contesto di crescente competizione globale.

Non si tratta soltanto di una sfida industriale o di innovazione: come è emerso dai diversi interventi, la supremazia tecnologica comporta implicazioni geopolitiche e strategiche profonde. Intelligenza artificiale, infrastrutture digitali, produzione di semiconduttori e filiere di approvvigionamento sono ormai elementi cardini della sicurezza nazionale e della capacità di autodeterminazione dei paesi occidentali. Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè ha aperto i lavori sottolineando come il momento sia critico: "È un periodo tragico per gli equilibri mondiali", ha osservato nel suo videomessaggio, aggiungendo che accettare passivamente il divario tecnologico significherebbe esporsi a una "colonizzazione sia sociale che tecnologica".

Dal governo italiano, il viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini ha rafforzato questo messaggio, spiegando che una frattura tecnologica non è meramente una frattura industriale, bensì una spaccatura valoriale che compromette la coesione democratica: "Interoperabilità tecnologica e interoperabilità democratica vanno di pari passo. L'una non può esistere senza l'altra". Anche il presidente della Commissione Politiche dell'Ue al Senato, Giulio Terzi di Sant'Agata, ha messo in guardia dai pericoli concreti: ha evidenziato il crescente allineamento tra Cina, Russia e Iran, insieme ai rischi della disinformazione digitale amplificata dall'intelligenza artificiale, capace di destabilizzare le democrazie occidentali.

Dal fronte statunitense, la vice responsabile diplomatica presso l'ambasciata Usa a Roma Marta Costanzo ha rappresentato l'impegno dell'amministrazione americana nel rafforzare i legami transatlantici sul terreno tecnologico. L'evento ha rappresentato un'occasione concreta per definire agende concrete di cooperazione che tocchino settori critici e ridefiniscano gli spazi di collaborazione tra i due blocchi occidentali. La roadmap che emerge da questi lavori dovrà affrontare sia questioni di standardizzazione tecnologica che di coordinamento strategico in materia di sicurezza informatica, ricerca e sviluppo, e protezione della sovranità digitale rispetto ai competitori globali.