Giorgia Meloni domani comunicherà alle Camere la posizione del governo sulla crisi mediorientale e sui rischi geopolitici legati allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per gli equilibri energetici globali. La premier parlerà prima in Senato, successivamente alla Camera, delineando le strategie che l'esecutivo intende seguire nelle prossime settimane, in stretto collegamento con i principali alleati internazionali.

Al centro delle preoccupazioni di Roma figura la sicurezza dei corridoi marittimi nello Stretto di Hormuz, dove transita la maggior parte del petrolio mondiale. Le tensioni con l'Iran hanno drasticamente ridotto il passaggio di navi commerciali, creando instabilità nei mercati energetici e alimentando i timori di nuovi rincari sui carburanti. Per questo motivo, il governo ha deciso di attendere gli sviluppi della situazione prima di presentare misure concrete sulla questione dei prezzi alla pompa. È su questi temi che Meloni ha già interloquito con i principali leader europei: il britannico Keir Starmer e il tedesco Friedrich Merz hanno concertato con l'Italia una linea comune volta a "proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz rispetto alle crescenti minacce iraniane". Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito l'impegno italiano durante un colloquio con l'omologo del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani.

L'Italia sta potenziando la propria presenza militare nell'area attraverso due missioni strategiche. La prima è Aspides, la cui componente navale sarà comandata dalla nave Rizzo a partire dalla prossima settimana, attualmente dislocata nel Mar Rosso di fronte alle coste dello Yemen. La seconda è Atalanta, che vede impegnata la nave Bianchi in operazioni di contrasto alla pirateria lungo le coste somale. Una risoluzione parlamentare di maggioranza autorizzerà il governo a rafforzare o adattare queste missioni qualora la situazione sul terreno lo richiedesse.

Gli aspetti della difesa dello Stretto verranno ulteriormente approfonditi venerdì al Quirinale durante la riunione del Consiglio supremo di difesa. Meloni coglierà anche l'occasione per illustrare la posizione italiana in vista del prossimo Consiglio europeo, dove insisterà sulla sospensione temporanea del meccanismo Ets (il sistema di scambio di quote di emissioni). Intanto le opposizioni stanno già preparando interrogazioni sulla legittimità dell'operazione condotta da Stati Uniti e Israele. Matteo Salvini ha dichiarato: "Quello che accade in Iran è grave. Chi ha lanciato l'attacco deve essere consapevole delle conseguenze e di quanto il conflitto potrebbe durare".

La strategia governativa si fonda sulla ricerca di soluzioni diplomatiche che coinvolgano i principali partner europei, gli attori internazionali e le potenze regionali. L'obiettivo rimane la de-escalation della tensione mediorientale e il ripristino di canali di dialogo costruttivi fra le parti in causa.