Un episodio di contestazione politica ha caratterizzato la giornata di venerdì all'Università Ca' Foscari di Venezia, dove Carlo Calenda, presidente del partito Azione, si trovava per partecipare a un incontro pubblico organizzato dall'associazione studentesca Futura. L'evento è stato interrotto dal collettivo Sumud, un gruppo di attivisti riconducibile all'area dell'estrema sinistra, che ha attuato un blitz di protesta contro le posizioni politiche del leader centrista.
Secondo quanto documentato in un video pubblicato successivamente su Instagram dagli stessi attivisti, durante l'interruzione si è udita una voce inveire contro Calenda e contro l'associazione universitaria con messaggi di protesta riferiti alle politiche internazionali. Nel medesimo filmato è visibile anche un gesto con la mano che richiama la forma di una pistola. Il collettivo ha utilizzato l'occasione per criticare duramente la "democrazia liberale" e le posizioni assunte da Stati Uniti e Israele in relazione ai conflitti mediorientali, contestando la presenza di rappresentanti politici negli spazi accademici.
L'associazione Futura ha immediatamente diffuso una nota ufficiale per denunciare i comportamenti considerati inaccettabili. Secondo l'organizzazione, nei giorni seguenti l'incontro hanno circolato sui social media insulti e minacce rivolti sia all'associazione che ai suoi iscritti. La nota sottolinea come simili atteggiamenti superino i confini del dissenso legittimo e creino un clima intimidatorio incompatibile con l'ambiente universitario, ribadendo al contempo l'impegno verso il pluralismo e la libertà di espressione.
Calenda ha scelto di minimizzare l'accaduto attraverso un post sulla piattaforma X, descrivendolo come un episodio di scarsa rilevanza. Secondo il leader di Azione, si sarebbe trattato di un numero esiguo di persone che hanno tentato di disturbare l'evento senza tuttavia conseguire l'effetto desiderato, aggiungendo che gli attivisti si sarebbero ritirati quando invitati a esprimere in modo chiaro le proprie posizioni al microfono.
L'incidente richiama un episodio analogo verificatosi lo scorso ottobre, quando il senatore Emanuele Fiano aveva subito contestazioni all'interno dell'ateneo veneziano. Questi episodi riflettono le tensioni che caratterizzano gli spazi universitari italiani, dove la questione dei conflitti internazionali continua a generare forti divisioni e confronti talvolta accesi tra diverse componenti della comunità accademica.