Le autorità turche hanno concluso le loro investigazioni sui due episodi missilistici avvenuti nel giro di pochi giorni nello spazio aereo nazionale, confermando che entrambi i vettori provenivano direttamente dall'Iran. Secondo quanto emerso dai rilievi di Ankara, il punto di lancio si trovava in una struttura militare ubicata nella zona orientale di Teheran. La scoperta contraddice direttamente le affermazioni del ministro degli Affari Esteri iraniano Abbas Araghchi, il quale aveva sostenuto una versione differente dei fatti.

I due missili, entrambi caratterizzati da una gittata massima di 1.200 chilometri, sono stati intercettati e neutralizzati dalle difese aeree della Nato operanti nel territorio turco. I detriti del primo vettore si sono dispersi nella provincia meridionale di Hatay, mentre i frammenti del secondo hanno impattato nella zona di Gaziantep, anch'essa situata nel sud del Paese. Entrambi i teatri di caduta si trovano in prossimità del confine con la Siria.

L'indagine condotta dai servizi turchi ha rappresentato un lavoro meticoloso di ricostruzione del percorso balistico, avvalendosi di dati tecnici e informazioni di intelligence per identificare con precisione il luogo di partenza dei due ordigni. Questo risultato costituisce un elemento centrale nel complesso quadro delle tensioni regionali che coinvolgono l'Iran, la Turchia e le alleanze occidentali presenti nell'area del Medio Oriente.

La conferma turca rappresenta un passaggio significativo nelle relazioni tra Ankara e Teheran, aggiungendosi a una serie di incidenti che hanno caratterizzato gli ultimi anni nei cieli del Mediterraneo orientale e dell'Asia occidentale. La questione rimane delicata dal punto di vista diplomatico, considerando il ruolo della Turchia come membro della Nato e i suoi complessi equilibri geopolitici con l'Iran.