Un nuovo capitolo della vicenda Jeffrey Epstein coinvolge direttamente Donald Trump. Secondo documenti resi pubblici, risalenti al 2004, il defunto pedofilo avrebbe contattato il tycoon tramite vivavoce mentre si trovava in una situazione compromettente con una minorenne. La ragazza, all'epoca studentessa, ha raccontato agli investigatori che Epstein si era spogliato e aveva acceso l'altoparlante del telefono per parlare con il magnate durante l'episodio.
La testimonianza della presunta vittima descrive momenti particolarmente gravi: secondo il racconto reso negli atti giudiziari, la giovane, che aveva sedici anni, venne costretta a massaggiare Epstein nudo mentre questi conduceva la conversazione telefonica con Trump. I dettagli della deposizione emergono ora dalla documentazione desecretata, che comprende materiale relativo all'inchiesta federale sul traffico sessuale di minori gestito dal defunto finanziere.
Gli uffici della presidenza americana hanno prontamente rigettato le affermazioni contenute nei documenti. Secondo la Casa Bianca, le accuse nei confronti del tycoon risulterebbero infondate e prive di credibilità, sottolineando come Trump in precedenti occasioni avesse già negato qualsiasi legame con i crimini di Epstein. La dichiarazione ufficiale sostiene che non esisterebbe alcuna prova concreta delle imputazioni contenute nella testimonianza.
Questa rivelazione si aggiunge alla lunga serie di documenti desecretati negli ultimi mesi, che hanno progressivamente esposto i dettagli dei crimini perpetrati da Epstein tra gli anni Novanta e Duemiladieci. L'indagine sulla rete di complicità intorno al finanziere continua a generare titoli internazionali e accende i riflettori su personaggi pubblici di primo piano eventualmente coinvolti nei suoi abusi sistematici.