L'eurodeputato Dario Nardella del Partito Democratico non risparmia critiche alla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen per l'affrontamento della crisi mediorientale. Nel suo intervento pubblico, Nardella sottolinea come il discorso della leader dell'esecutivo comunitario sia risultato "deludente" e privo di una posizione decisa dell'Unione Europea sui conflitti in corso. Secondo l'esponente dem, Von der Leyen non ha condannato esplicitamente le operazioni militari promosse da Netanyahu e Trump, violando quei principi di diritto internazionale su cui si fonda la stessa UE.
Il parlamentare europeo replica anche alle argomentazioni utilizzate dalla presidente della Commissione per giustificare gli attacchi. Nardella evidenzia come affermare semplicemente che "non dovremmo provare simpatia per il regime iraniano" non rappresenti una strategia coerente né risponda alle esigenze di chiarezza politica richieste dall'Unione. Inoltre, sottolinea l'inefficacia militare delle operazioni: i bombardamenti americani hanno colpito obiettivi civili in territorio iraniano senza indebolire il governo, che nel giro di 48 ore ha già nominato una nuova guida suprema consolidando il potere delle Guardie Rivoluzionarie.
Ma le preoccupazioni di Nardella si estendono anche alle conseguenze umanitarie ed economiche del conflitto. I cittadini iraniani e libanesi stanno pagando il prezzo più alto in vite umane, mentre gli europei subiranno contraccolpi significativi sui loro conti correnti. La crisi ha già innescato dinamiche commerciali problematiche: la chiusura dello Stretto di Hormuz sta provocando rincari dei generi alimentari, e l'aumento del costo dell'energia e dei fertilizzanti minaccia di far lievitare vertiginosamente i prezzi dei beni di prima necessità.
Proprio su questo aspetto Nardella rivolge un appello diretto alla Commissione europea, lamentandosi che Von der Leyen non abbia affrontato minimamente l'impatto economico della situazione mediorientale. L'eurodeputato chiede un intervento urgente e concreto a sostegno degli agricoltori europei e dei consumatori, al fine di prevenire una nuova crisi nel comparto agroalimentare che comporterebbe conseguenze sociali e commerciali rilevanti per il continente.