La Spagna ha ufficializzato il ritiro definitivo della propria ambasciatrice da Tel Aviv. L'annuncio è stato reso noto al termine dell'ultimo consiglio dei Ministri del governo di Pedro Sánchez, segnando un'escalation significativa nei rapporti diplomatici tra Madrid e Israele.

Questa decisione rappresenta il culmine di una tensione che aveva già raggiunto un momento critico a maggio dello scorso anno, quando il primo ministro israeliano Netanyahu aveva ordinato il ritiro della rappresentante israeliana dalla capitale spagnola, una contromossa alle posizioni critiche assunte da Madrid nei confronti della condotta militare israeliana.

Il timing della scelta spagnola non è casuale. Arriva infatti in un contesto di crescenti frizioni internazionali legate alla situazione in Iran e alle sue ripercussioni sulla stabilità mediorientale. Una tensione che ha spinto Madrid a prendere una posizione particolarmente netta sulla questione.

Paralelamente al ritiro diplomatico, il governo spagnolo ha comunicato che non dispiegherà unità navali nello stretto di Hormuz, la cruciale rotta commerciale tra il Golfo Persico e l'Oceano Indiano. Una scelta che riflette la volontà di non coinvolgere direttamente le forze armate spagnole nei conflitti regionali e nei loro possibili sviluppi.

La posizione della Spagna rappresenta una delle più critiche tra i Paesi europei nei confronti della gestione israeliana del conflitto palestinese, e questo nuovo passo rischia di deteriorare ulteriormente le relazioni bilaterali tra Madrid e Gerusalemme nel medio termine.