Cresce lo scontro tra l'esecutivo e l'opposizione sulla questione della magistratura e del rispetto delle convenzioni internazionali. Cecilia Strada, europarlamentare del Partito Democratico, ha lanciato un monito al governo in merito alle dichiarazioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni pronunciate stamattina in Senato, invitando Palazzo Chigi a occuparsi dei propri compiti senza interferire nell'indipendenza della magistratura.
Secondo Strada, il governo tollera questi interventi perché dietro vi sarebbe un disegno più ampio: quello di trasformare la magistratura in uno strumento politico al servizio dell'esecutivo. L'eurodeputata sottolinea che dietro il referendum sulla giustizia si nasconderebbe proprio questo intento, mascherato da necessità di riforma. Per questo ritiene preoccupante qualsiasi tentativo di scardinare le regole europee e internazionali che garantiscono i diritti delle persone indipendentemente dalla situazione politica del momento.
Nella sua analisi critica, Strada allarga lo sguardo alla politica migratoria della destra, denunciando un progetto che definisce apertamente xenofobo. A Bruxelles il governo starebbe promuovendo un regolamento sui rimpatri che, secondo l'eurodeputata, affida la gestione dell'asilo europeo a soggetti esterni e crea i presupposti per il traffico di esseri umani, compresi i minori. In quest'ottica, l'attacco odierno alla magistratura rappresenterebbe un tassello coerente di una strategia complessiva volta a limitare i diritti e le tutele delle persone più vulnerabili.
Le accuse dell'eurodeputata democratica riflettono una tensione crescente tra le istituzioni sui temi della giustizia e dei diritti umani, con il Pd che continua a presentarsi come argine alle politiche dell'attuale governo.