Un'ampia maggioranza dell'Europarlamento ha dato il via libera a una riforma che ridisegna gli equilibri di potere tra le due principali istituzioni europee. Con 446 voti favorevoli, 100 contrari e 72 astensioni, i deputati hanno approvato una revisione dell'accordo quadro che governa i rapporti tra Strasburgo e la Commissione europea. Il documento sarà ufficialmente sottoscritto durante la sessione plenaria del 25 e 26 marzo, con la partecipazione di Ursula von der Leyen e Roberta Metsola, rispettivamente presidenti della Commissione e del Parlamento.

La novità principale riguarda l'accesso alle informazioni: il Parlamento europeo potrà contare su un flusso documentale più sostanzioso, rapido e dettagliato da parte della sede della Commissione a palazzo Berlaymont. Si tratta di uno strumento essenziale per potenziare il controllo democratico sui processi legislativi e sulle trattative internazionali condotte dall'esecutivo dell'Unione. Il testo rappresenta dunque una vittoria per chi sostiene che il Parlamento deve disporre di strumenti adeguati per vigilare effettivamente sull'operato della Commissione.

"L'Europa raggiunge i migliori risultati quando le istituzioni procedono insieme verso lo stesso obiettivo", ha dichiarato la presidente Metsola, sottolineando come il nuovo accordo consolidi il sodalizio tra i due organi fondamentali sulla base di fiducia reciproca, apertura verso i cittadini e solidità delle procedure democratiche. Secondo la presidente, il rafforzamento di questa collaborazione avrà ricadute positive sull'efficienza delle decisioni europee e sulla loro credibilità agli occhi dei cittadini.

Un aspetto rilevante della riforma prevede il rafforzamento della responsabilità politica della Commissione: i commissari competenti per materia dovranno partecipare attivamente alle discussioni in aula parlamentare. Questa misura mira a garantire una maggiore interlocuzione diretta tra l'esecutivo e i rappresentanti eletti. Inoltre, il Parlamento intende migliorare il seguito dato alle proprie iniziative legislative, in particolare quando avanza richieste di modifica o cancellazione di norme vigenti. In sostanza, gli eurodeputati cercano di trasformare le loro proposte in concrete azioni normative, riducendo il rischio che rimangono lettera morta.