Una dura presa di posizione arriva dagli europarlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra, che denunciano come il Parlamento europeo sia stato impedito di esprimersi sulla questione iraniana. Secondo la delegazione composta da Leoluca Orlando, Cristina Guarda, Ignazio Marino, Benedetta Scuderi, Ilaria Salis e Mimmo Lucano, dietro il blocco del voto ci sarebbe una convergenza tra il gruppo dei Popolari e rappresentanti dell'estrema destra, mossi dall'intento di proteggere gli interessi sovranisti incarnati da Donald Trump e Benjamin Netanyahu.

Gli eurodeputati qualificano gli attacchi come "guerra illegittima" e rivolgono un appello diretto alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen affinché convochi d'urgenza i rappresentanti diplomatici dei paesi coinvolti nel conflitto. L'obiettivo dichiarato è formalizzare una chiara e ferma condanna dell'aggressione e dell'escalation in corso nel Medio Oriente.

Centrale nella rivendicazione verde-sinistra è la questione della complicità europea: gli eurodeputati sostengono che l'Unione non può rimanere indifferente, nemmeno di riflesso, rispetto agli eventi in atto. Per questo motivo chiedono esplicitamente il divieto di utilizzo delle infrastrutture militari europee da parte di forze e equipaggiamenti statunitensi e israeliani destinati alle operazioni contro il territorio iraniano.

La delegazione conclude il suo intervento rimarcando che l'Europa ha il dovere di difendere il diritto internazionale e di sottrarsi alle pressioni di chi persegue obiettivi imperialisti e bellicosi. L'appello rappresenta una critica tanto alle politiche esecutive quanto alle dinamiche di voto che caratterizzano l'assemblea di Strasburgo, evidenziando fratture profonde sul modo di affrontare i conflitti internazionali.