Il Parlamento europeo ha dato il via libera a una risoluzione che punta a creare un mercato comune della difesa tra gli Stati membri dell'Unione Europea. La mozione, elaborata dalla deputata dem Lucia Annunziata, ha ottenuto il sostegno di una maggioranza significativa con 448 voti favorevoli, a fronte di 122 contrari e 38 astenuti. Si tratta di una posizione che incarna la volontà dell'assemblea di rafforzare l'autonomia strategica europea in ambito militare e bellico.

Sulla questione, il fronte italiano si presenta profondamente frammentato. Le tre principali forze della coalizione di governo hanno trovato un'intesa rara: l'intero gruppo del Partito Democratico ha votato compatto a favore, così come l'ex componente dem Elisabetta Gualmini, ora nelle file del gruppo Renew Europe, oltre alle delegazioni complete di Fratelli d'Italia e Forza Italia. Una convergenza che testimonia come il tema della capacità difensiva comune europea riesca a trascendere le tradizionali divisioni ideologiche.

Ben diversa la posizione delle forze critiche verso questa visione. Il Movimento Cinque Stelle ha guidato il fronte dell'opposizione insieme ad Alleanza Verdi e Sinistra, mentre il generale Roberto Vannacci, eurodeputato indipendente, ha votato contro. La Lega, mantenendo una posizione intermedia, ha preferito astenersi dal voto, rappresentando così il solo schieramento italiano a scegliere questa terza strada.

La risoluzione di Annunziata si iscrive nell'ambito del dibattito più ampio sulla sovranità militare dell'Ue e sulla riduzione della dipendenza dalla Nato e dagli Stati Uniti. Un mercato comune della difesa comporterebbe maggiore integrazione nelle capacità belliche, standardizzazione degli armamenti e una più stretta collaborazione tra i paesi membri, obiettivi che rimangono controversi soprattutto tra le forze che contestano l'aumento della spesa militare.