La lotta allo sfruttamento sessuale dei minori su internet si rinforza al Parlamento europeo. Durante il dibattito in plenaria dedicato agli abusi online, gli eurodeputati di Fratelli d'Italia hanno lanciato un appello affinché le istituzioni comunitarie adottino strumenti investigativi più incisivi e perseguano con fermezza i responsabili di questi crimini. Paolo Inselvini ha sottolineato come il web abbia facilitato la circolazione di materiale criminale che colpisce le fasce più fragili della popolazione, evidenziando la necessità di un intervento deciso contro singoli criminali e organizzazioni criminali strutturate.
Inselvini ha inoltre richiamato l'attenzione sul caso Epstein, tornato in primo piano nelle ultime settimane per il coinvolgimento di moltissimi minori sottoposti a traffici e violenze. A suo giudizio, l'obiettivo primario deve rimanere il smantellamento delle reti dedite allo sfruttamento minorile e l'identificazione di eventuali connessioni criminali internazionali che operano in questo settore illecito.
Sulla stessa linea Laura Magoni, coordinatrice del gruppo dei Conservatori per la commissione Cultura al Parlamento europeo, ha affrontato il tema con toni ancora più diretti. "Non si tratta di questioni tecnologiche, ma di bambini veri, con nomi, volti e vite devastate", ha dichiarato. Magoni ha criticato aspramente la tendenza a privilegiare la protezione degli spazi digitali degli adulti rispetto alla difesa delle giovani vittime.
Magoni ha inoltre smontato due argomentazioni frequentemente utilizzate per indebolire le misure di contrasto. "La privacy non può fungere da paravento per chi commette abusi contro minori", ha affermato con chiarezza, aggiungendo che "la libertà della rete non deve trasformarsi nella libertà di delinquere contro i più vulnerabili". L'eurodeputata ha infine ribadito che il ruolo delle istituzioni non è proteggere le piattaforme digitali né facilitare l'operato dei criminali, bensì tutelare concretamente l'infanzia dai pericoli della rete.