Lo scontro tra le due giganti della Silicon Valley sulla fornitura di sistemi di intelligenza artificiale al Pentagono rappresenta il momento di verità per l'industria tech americana. Il 2 marzo 2026, OpenAI ha ufficialmente sostituito Anthropic come fornitore principale di modelli di IA per il neonato Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti (denominazione adottata nel 2025 al posto di Dipartimento della Difesa). Una decisione che, sebbene offuscata dai conflitti internazionali in corso, segna un turning point decisivo negli equilibri dell'intelligenza artificiale globale.

Lo scenario che ha portato a questo risultato affonda le radici in una progressiva adesione delle principali aziende tech alle politiche dell'amministrazione Trump. Già nel 2025, colossi come Google avevano eliminato dai loro termini di utilizzo i divieti che vietavano l'impiego dei sistemi IA per armamenti autonomi e sorveglianza di massa su larga scala. Questo cambio di rotta coincide con l'affidamento, datato 5 marzo 2025, a Scale AI dello sviluppo di Thunderforge, un sistema di intelligenza artificiale pensato per accelerare i processi di pianificazione militare, con particolare focus sulle operazioni nel continente europeo e nell'area indo-pacifica.

Anthropic, l'azienda dietro il modello Claude, aveva invece mantenuto una posizione diversa, posizionandosi come l'attore più consapevole dal punto di vista etico nel mercato dell'IA. Gran parte del merito va attribuito a Amanda Askell, filosofa e responsabile della Claude's Constitution, un documento che funge da guida morale e filosofica per i modelli Claude. Proprio questa rigidità etica è stata la causa dello scontro con il governo americano.

A febbraio 2026 viene a galla il conflitto vero e proprio. Anthropic e il Pentagono si trovano in stallo riguardo un contratto multimilionario da 200 milioni di dollari. Il punto di frattura: Anthropic insisteva su espliciti divieti per l'utilizzo dei propri modelli in sistemi d'arma autonoma e programmi di sorveglianza nazionale, convinta che l'attuale quadro normativo risultasse insufficiente. Il Pentagono respingeva questa posizione, ribadendo che una società privata non potesse imporre limitazioni su questioni di sicurezza nazionale.

Il 24 febbraio, il segretario della Difesa Pete Hegseth presenta un ultimatum al ceo di Anthropic Dario Amodei: accettare l'uso della tecnologia Claude per "ogni scopo legalmente ammissibile" oppure rischiare l'annullamento del contratto e l'inserimento in una lista nera di aziende considerate minacce per la sicurezza nazionale. Un'ora dopo, non perdendo tempo, Sam Altman di OpenAI avvia negoziazioni parallele con il Pentagono. Il 26 febbraio Anthropic rifiuta ufficialmente l'offerta finale del governo. Il 27 febbraio, alla scadenza dell'ultimatum, Trump ordina alle agenzie federali di sospendere ogni rapporto con l'azienda, e il destino di Anthropic è segnato.