Un vero e proprio assalto ai cancelli della burocrazia europea. L'Epso, l'ufficio responsabile della selezione del personale presso le istituzioni comunitarie, ha registrato un afflusso straordinario di candidati al bando per l'inserimento in lista di riserva: complessivamente hanno presentato domanda più di 170mila persone, una cifra che ha largamente superato le stime più ottimistiche. Le previsioni iniziali parlavano infatti di un massimo di 50-60mila partecipanti, rendendo il risultato finale almeno tre volte superiore a quanto previsto. Lo stesso organismo ha definito questa adesione "ben al di là di qualsiasi aspettativa".

Il bando mirava a formare una lista di riserva con circa 1.490 posizioni disponibili presso vari organismi dell'Unione europea. La finestra temporale per l'iscrizione si è chiusa ieri a mezzogiorno, sbarrando le porte a chiunque non fosse riuscito a completare l'iscrizione entro quella scadenza. A differenza di quanto accade solitamente, questa volta il numero di candidati ha polverizzato ogni record precedente.

Un dato particolarmente rilevante riguarda la provenienza geografica dei candidati: secondo i dati forniti dall'Epso, gli italiani rappresentano il 45% del totale dei partecipanti. Questa percentuale evidenzia una forte attrattiva della proposta occupazionale presso il pubblico italiano, probabilmente spinta dalle prospettive di stabilità e benefit che caratterizzano l'impiego nelle istituzioni europee, nonché dalle sfide occupazionali che continuano a caratterizzare il mercato del lavoro nazionale.

Il fenomeno solleva interrogativi sulla comunicazione della selezione e sulla visibilità che il bando ha acquisito, specialmente sui social media e attraverso canali informativi alternativi. Tale partecipazione massiccia comporterà inevitabilmente una fase di screening iniziale ancora più severa e complessa rispetto al previsto, con tassi di scrematura che raggiungeranno percentuali record nel passaggio dalle prove scritte alla valutazione finale.