La Commissione europea non transige: qualsiasi manifestazione di violenza nel contesto politico è categoricamente condannata. A ribadirlo è stato il commissario Wopke Hoekstra durante una sessione plenaria del Parlamento europeo dedicata proprio al tema della violenza politica e ai recenti episodi riconducibili all'estremismo di sinistra. Nel suo intervento ufficiale a nome dell'istituzione, Hoekstra ha voluto evidenziare con chiarezza come questa posizione non ammetta eccezioni: "Condanniamo ogni forma di violenza politica - ha dichiarato - quale che sia la modalità con cui si esprime, il luogo dove avviene o chi ne risulti vittima".
Il commissario ha però precisato come la gestione dei singoli episodi di violenza rimanga una competenza degli Stati membri dell'Unione. Spetta a loro, ha spiegato Hoekstra, avviare indagini appropriate sulla base delle proprie normative interne, mantenendo sempre il rispetto dello Stato di diritto e dei principi comuni su cui si fonda il progetto europeo.
Il contesto in cui arriva questo intervento è quello di un clima politico sempre più teso e polarizzato a livello continentale. Secondo la valutazione della Commissione, l'incremento delle divisioni ideologiche sta esponendo candidati e rappresentanti eletti a rischi crescenti. Le minacce non rimangono confinate agli spazi fisici tradizionali, ma si estendono anche alla sfera digitale, dove la violenza verbale e le intimidazioni si moltiplicano online con la stessa preoccupazione delle aggressioni offline.