La tensione tra Washington e Bogotá si intensifica sulla lotta al narcotraffico. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha dichiarato che la Colombia, principale produttore mondiale di cocaina, non soddisfa ancora i requisiti per aderire allo Scudo delle Americhe. L'alleanza è stata annunciata da Donald Trump la scorsa settimana con la partecipazione di 16 leader dell'America Latina. Secondo Leavitt, il governo colombiano non ha dimostrato il grado di cooperazione che gli Stati Uniti ritengono indispensabile per un'inclusione ufficiale.

La dichiarazione della portavoce arriva come risposta diretta alle critiche mosse dal presidente colombiano Gustavo Petro, che ha contestato pubblicamente l'esclusione del suo Paese dall'iniziativa anti-narcos. Petro non ha accettato passivamente questa decisione, sottolineando che la sua nazione possiede un'esperienza nel contrasto al traffico di droga ben superiore a quella di molti Paesi inclusi nell'alleanza.

Il leader colombiano ha messo in discussione anche la composizione stessa dello Scudo delle Americhe, definendo i membri selezionati come nazioni "piccole, deboli e prive di esperienza significativa" nel settore della lotta ai cartelli della droga. La sua critica non si limita alla sola esclusione della Colombia: anche Brasile, Messico e lo stesso Paese andino, le tre principali economie latinoamericane, non hanno visto i loro presidenti partecipare al progetto. Tutti e tre i Paesi sono attualmente governati da esecutivi di orientamento progressista.

Nonostante le tensioni attuali, Washington non chiude completamente la porta a futuri allargamenti dell'alleanza. Leavitt ha precisato che gli Stati Uniti prevedono l'ampliamento dell'iniziativa nei prossimi mesi, lasciando intendere che la Colombia potrebbe essere riconsiderata una volta migliorata la cooperazione bilaterale. Tuttavia, nessuna timeline è stata fornita per questi potenziali sviluppi.

Lo scontro diplomatico evidenzia le divergenze strategiche tra l'amministrazione Trump e i governi progressisti latinoamericani sulla gestione della crisi del traffico di droga. Mentre Washington punta a un'alleanza ristretta e secondo Washington più efficiente, i Paesi esclusi contestano sia la metodologia che la credibilità di un approccio che non coinvolge le nazioni con il maggior peso economico e politico della regione.