Il Costa Rica si conferma ancora una volta come modello globale nella transizione energetica. Nel corso del 2025, la nazione ha prodotto il 98,6 per cento della propria energia elettrica sfruttando esclusivamente fonti rinnovabili: idroelettrico, geotermia, eolico, biomassa e fotovoltaico. Un risultato annunciato congiuntamente dal presidente Rodrigo Chaves e dalla presidente eletta Laura Fernández, che rappresenta una forte inversione di tendenza rispetto ai cali produttivi registrati negli anni precedenti.
Marco Acuña, alla guida dell'ente nazionale che gestisce la distribuzione elettrica, ha espresso soddisfazione per l'affidabilità complessiva del sistema energetico nazionale. "Di fronte alle difficoltà climatiche e ai vincoli operativi, il Costa Rica si posiziona come un punto di riferimento internazionale nel settore della generazione da fonti alternative", ha dichiarato il dirigente, sottolineando come il paese stia navigando con successo le turbolenze ambientali globali.
Ma il governo non intende fermarsi qui. Per consolidare questa posizione di leadership e rispondere alla crescente domanda energetica futura mantenendo competitivi i prezzi per i cittadini, è stato annunciato un ambizioso programma di espansione. Entro il 2030, il Costa Rica aggiungerà 600 megawatt di nuova capacità installata, un investimento cruciale per completare il processo di decarbonizzazione dell'intero sistema economico nazionale.