Bruxelles prova a chiudere il rubinetto dell'import di olio tunisino, ma il danno sembra già fatto. Il Commissario europeo all'Agricoltura Hansen ha inviato una comunicazione critica alle associazioni di categoria per opporsi all'aumento dei volumi di importazione, da 56mila a 100mila tonnellate. Una mossa che non è passata inosservata agli occhi della politica europea.
Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega, non ha risparmiato le critiche all'operato dell'esecutivo comunitario. "La Commissione europea ha già spalancato le porte a quasi 140mila tonnellate di olio tunisino importato con dazi azzerati", denuncia Cisint, sottolineando l'incoerenza di una retromarcia che arriva quando i danni potenziali sono già stati causati. Il rimprovero è chiaro: Bruxelles si muove come "chi chiude la porta della stalla dopo che i buoi sono scappati".
La questione non riguarda solo le dinamiche commerciali tra l'Unione e la Tunisia. Cisint evidenzia la necessità di passare dai buoni propositi a interventi concreti e strutturali. Tra le priorità che l'eurodeputata pone sul tavolo vi è il rafforzamento dei controlli sulle merci importate, una misura fondamentale per evitare contaminazioni e garantire la sicurezza alimentare dei consumatori europei.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la qualità e l'autenticità del prodotto. L'olio d'oliva rimane infatti uno dei comparti più vulnerabili alle frodi e alle adulterazioni nel mercato alimentare globale. Cisint chiede dunque garanzie più stringenti su questo fronte, proprio mentre l'Unione si prepara a decidere se allargare ulteriormente le maglie dell'importazione. La filiera olearia italiana, tra le principali interessate dalle decisioni di Bruxelles, rimane in attesa di chiarimenti sulle prossime mosse della Commissione.