La situazione nel Golfo Persico si aggrava progressivamente. Il 12 marzo l'Iran ha lanciato una massiccia offensiva contro i terminali petroliferi e gli impianti di stoccaggio dei paesi costieri, ampliando ulteriormente il raggio d'azione delle operazioni militari iniziate il 28 febbraio con i bombardamenti israeliani e statunitensi sul territorio iraniano. Gli attacchi hanno assunto una portata regionale senza precedenti, mettendo a rischio gli equilibri energetici globali.
I danni alle infrastrutture critiche si sono moltiplicati nell'arco di poche ore. Il Bahrein ha subito un colpo diretto ai propri depositi di carburanti, costringendo le autorità a ordinare ai cittadini di rimanere al coperto a causa dei fumi tossici. Analogamente, il porto di Salalah in Oman è stato colpito da uno sciame di droni che ha incendiato i serbatoi di stoccaggio. L'Arabia Saudita ha segnalato ulteriori danni al complesso estrattivo di Shaybah, nel settore orientale del regno. Negli stessi giorni, almeno due imbarcazioni commerciali in transito nello stretto sono state colpite da fuoco d'arma da fuoco, con un morto confermato e alcuni marinai ancora dispersi in mare.
Nonostante il tentativo senza precedenti della comunità internazionale di stabilizzare i mercati, i prezzi hanno continuato a salire vertiginosamente. Il 11 marzo i paesi aderenti all'Agenzia internazionale dell'energia, compresi gli Stati Uniti, hanno immesso sul mercato una quantità record di 400 milioni di barili provenienti dalle loro riserve strategiche. Tuttavia, questa mossa si è rivelata insufficiente: nella mattina del 12 marzo il prezzo del greggio ha nuovamente oltrepassato la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, segnale dell'emergenza percepita dagli operatori di mercato.
Il vero pericolo risiede nel blocco dello Stretto di Hormuz, il passaggio marittimo attraverso il quale transita una percentuale significativa del rifornimento petrolifero mondiale. I continui attacchi contro navi cargo e petroliere hanno trasformato la rotta in una zona ad alto rischio, spingendo i vettori a deviare i percorsi e aumentando così i costi logistici. L'agenzia marittima britannica Ukmto ha documentato diversi incident, incluso il colpimento di una portacontainer al largo degli Emirati Arabi Uniti da parte di un «proiettile non identificato», mentre altre tre unità erano state danneggiate nei giorni precedenti.
Il presidente americano Donald Trump ha assicurato che prossimamente «tornerà a regnare la grande sicurezza» nello stretto, ma al momento non sono emerse misure concrete per neutralizzare la minaccia iraniana. La comunità internazionale rimane in allerta per possibili ulteriori escalation, consapevole che ogni nuovo attacco potrebbe scatenare ulteriori rialzi dei prezzi energetici con ripercussioni sull'economia globale.