Hezbollah ha ufficialmente dichiarato l'apertura di un nuovo capitolo dello scontro con Israele attraverso una fonte politica di vertice del movimento armato libanese. Secondo quanto riferito all'ANSA, l'organizzazione filo-iraniana ha lanciato 150 missili verso il territorio israeliano nel corso della notte, segnando quello che gli stessi leader considerano un punto di svolta nell'escalation regionale.

La fonte, che ha preferito mantenere l'anonimato poiché non autorizzata a rilasciare dichiarazioni pubbliche, ha sottolineato che il movimento è ora entrato "in una nuova fase della guerra". Il portavoce ha inoltre assicurato che Hezbollah è "preparato a ogni possibile scenario" e disposto ad affrontare "una guerra di lunga durata", evidenziando la ferma determinazione dell'organizzazione a continuare lo scontro.

Le dichiarazioni riflettono una visione della contesa come questione di sopravvivenza esistenziale. Secondo quanto affermato dal rappresentante contattato telefonicamente, per Hezbollah si tratta di una battaglia che tocca i fondamenti stessi della propria esistenza, nella quale l'organizzazione si vede impegnata contro quello che definisce il "nemico".

L'annuncio rappresenta un'escalation significativa nelle tensioni che caratterizzano il fronte meridionale israelo-libanese, alimentate da mesi di attacchi reciproci e scambi di fuoco. Il lancio massicio di ordigni durante la notte, qualora confermato, rappresenterebbe uno dei bombardamenti più importanti degli ultimi anni da parte del movimento nei confronti di Israele.

La comunicazione di Hezbollah giunge in un contesto già teso, dove la comunità internazionale segue con preoccupazione l'aumento della violenza nella regione mediorientale e i rischi di una contagione del conflitto oltre i confini tradizionali.