Il Perù sta affrontando una situazione di emergenza senza precedenti dal punto di vista energetico. La causa scatenante è una fuga di gas rilevata il 1° marzo nel gasdotto Camisea, situato nella zona di Megantoni nella regione di Cusco. Secondo il comunicato ufficiale di Transportadora de Gas del Perú (Tgp), l'azienda responsabile del trasporto del combustibile, l'incidente ha comportato sia una perdita significativa di gas che una fiammata nel sistema di distribuzione, con la conseguente sospensione immediata del flusso verso la capitale Lima e le altre aree servite.
L'impatto di questa interruzione si è rivelato catastrofico per l'economia e la vita quotidiana del Paese. Il gas naturale rappresenta il 40% della generazione di elettricità nazionale, secondo i dati forniti da Pluspetrol, l'operatore privato del giacimento. Nella sola agglomazione di Lima, dove risiede quasi un terzo della popolazione peruviana, le conseguenze sono particolarmente gravi: oltre 2 milioni di nuclei familiari dipendono dal gas naturale per il riscaldamento e i consumi domestici, cui si aggiungono 350mila veicoli alimentati a gas e una porzione consistente del settore industriale.
Di fronte all'emergenza, il governo ha decretato una serie di misure restrittive entrate in vigore fino al 14 marzo, riprendendo in larga parte il modello di gestione adottato durante la pandemia di Covid-19. Tra gli interventi più significativi figurano l'attivazione del telelavoro per il settore pubblico e il passaggio alla formazione a distanza in tutti gli ordini scolastici, strategie volte a contenere il consumo di energia durante le fasce critiche. Parallelamente è stato avviato un piano di razionamento del gas naturale destinato ai settori prioritari e agli utenti essenziali.
Le autorità locali hanno qualificato questa situazione come la più grave crisi energetica affrontata dal Perù negli ultimi due decenni, un'affermazione che sottolinea la portata senza precedenti dell'emergenza in corso. I lavori di ripristino del gasdotto Camisea rimangono tra le priorità assolute del governo, mentre il Paese tiene il fiato sospeso in attesa di una normalizzazione della situazione.