La redazione di Internazionale ha scelto di affrontare questa settimana una serie di reportage che toccano questioni geopolitiche di primo piano. In primo piano emerge il racconto del corrispondente del Guardian Matthew Cassel, che ha percorso i territori occupati da Israele per documentare come la popolazione palestinese vive quotidianamente gli effetti della guerra scoppiata con l'Iran. Secondo quanto riportato, l'escalation del conflitto ha portato a un incremento significativo degli episodi di violenza perpetrati dai coloni israeliani in Cisgiordania, rendendo la situazione ancora più precaria per i civili.
In parallelo, la rivista propone una testimonianza dello scrittore iraniano Mohammad Tolouei, che riflette sulla sua recente esperienza a Teheran e sulla consapevolezza di non aver potuto contribuire al cambiamento interno del paese. Uno spaccato interiore che rivela le tensioni e i dilemmi morali di chi vive nella Repubblica islamica durante un periodo di grande turbolenza.
Su scala completamente diversa, ma egualmente rilevante per comprendere le cicatrici della modernità, Internazionale torna a Fukushima a quindici anni dal devastante tsunami del 2011. Le immagini dall'area dell'impianto nucleare mostrano un paesaggio ormai ripopolato solo dalla fauna selvatica: orsi, tassi e cinghiali si muovono liberamente dove un tempo vivevano decine di migliaia di persone, simbolo dello spopolamento causato dal disastro nucleare.
Non manca l'attenzione all'Italia, con due articoli che riguardano il nostro paese. Il primo analizza il coinvolgimento della base di Sigonella nel supporto ai droni statunitensi impiegati nei bombardamenti contro l'Iran, una questione di significativa rilevanza geopolitica e diplomatica. Il secondo esamina criticamente la proposta di riforma della magistratura, mettendo in evidenza come misure che promettono miglioramenti al sistema giudiziario potrebbero invece rafforzare indebitamente il potere politico.
Completano il panorama internazionale articoli dal Brasile sul crescente interesse verso il poliamore e nuovi modelli relazionali alternativi alla monogamia tradizionale, e un profilo dedicato al cantautore Giorgio Poi, artista che rappresenta un approccio musicale radicalmente personale e controcorrente rispetto al mainstream italiano contemporaneo.