Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà ospite del suo omologo francese Emmanuel Macron nella giornata di venerdì 13 marzo a Parigi. L'incontro rappresenta un momento cruciale nei negoziati sulla guerra che dilania l'Ucraina da quattro anni, con l'Eliseo che ha annunciato un programma focalizzato su strategie per intensificare la pressione internazionale contro il Cremlino.
Secondo quanto comunicato dal palazzo presidenziale francese, i due leader affronteranno nello specifico misure concrete per indebolire la capacità operativa russa, con particolare attenzione alla cosiddetta flotta fantasma di Mosca, quella cioè composta da petroliere e navi cisterna utilizzate per aggirare le sanzioni internazionali imposte a seguito dell'invasione. Un focus tematico che rivela come Parigi stia elaborando nuove leve economiche per contrastare la guerra oltre ai fronti militari tradizionali.
Durante il colloquio, Zelensky e Macron esamineranno anche le condizioni necessarie per raggiungere una soluzione di pace stabile e equa nel conflitto, effettuando una verifica degli impegni già sottoscritti dalle parti. L'agenda spazia dunque dalle sanzioni economiche alle prospettive diplomatiche, riflettendo la complessità di una situazione che richiede azioni simultanee su più livelli.
La reazione del Cremlino non si è fatta attendere. Mosca ha immediatamente stigmatizzato l'incontro definendolo come un ulteriore freno ai tentativi di pacificazione, continuando la sua narrazione secondo la quale sarebbero gli attori occidentali a impedire l'avvio di negoziati costruttivi. Una posizione che contrasta nettamente con le intenzioni dichiarate da Parigi e Kiev, secondo cui l'obiettivo sarebbe proprio creare le condizioni per una risoluzione duratura della crisi.