Il comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha rivolto una richiesta formale alle autorità italiane: entro il 15 dicembre dovranno presentare una documentazione aggiornata sulla condizione attuale di tutti gli hotspot presenti sul territorio nazionale. Parallelamente, Roma dovrà illustrare anche come sta procedendo con i cambiamenti legislativi necessari in preparazione dell'entrata in vigore del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, prevista per giugno 2026, specificando quale impatto avrà sulla normativa italiana vigente.

La richiesta arriva dopo l'esame condotto da Strasburgo sulle azioni intraprese dall'Italia per scongiurare il ripetersi di abusi documentati tra il 2016 e il 2019. In quegli anni, gli hotspot di Lampedusa e Taranto, insieme al centro di Cona nel veneziano, erano teatro di violazioni sistematiche dei diritti dei migranti. Nel 2023, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per queste responsabilità, stigmatizzando l'inadeguatezza delle condizioni di permanenza e le espulsioni collettive illegittime di alcuni richiedenti asilo.

Non tutto è negativo nel quadro europeo. I ministri riuniti a Strasburgo hanno infatti apprezzato i progressi compiuti da Roma negli ultimi anni, in particolare la diminuzione considerevole del tempo medio di permanenza a Lampedusa dal 2022 in avanti. Un risultato concreto che dimostra come gli sforzi per migliorare gli standard di accoglienza stiano portando frutti tangibili. L'Europa incoraggia l'Italia a mantenere questa traiettoria positiva e a consolidare ulteriormente i risultati raggiunti.