Strasburgo - L'Unione Europea potrebbe allentare i vincoli normativi sugli aiuti economici alle industrie se la crisi energetica dovesse persistere. A suggerirlo è stata Teresa Ribera, vicepresidente della Commissione europea, durante un intervento a una conferenza dell'antitrust svoltasi a Berlino. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, in particolare il conflitto in Iran, hanno determinato un'impennata dei costi energetici che sta mettendo sotto pressione il settore industriale europeo.

Al centro della discussione c'è il Cisaf, il regolamento comunitario entrato in vigore lo scorso giugno che disciplina gli aiuti pubblici destinati alla decarbonizzazione industriale. Secondo Ribera, questo strumento potrebbe essere adattato per offrire una risposta più efficace agli shock energetici. "Stiamo valutando se il Cisaf sia sufficientemente flessibile per affrontare aumenti dei prezzi di questa portata. La revisione dipenderà dall'evoluzione della situazione globale", ha dichiarato la responsabile europea, sottolineando che la normativa già consente misure temporanee di riduzione delle bollette elettriche per le aziende ad alta intensità energetica.

La Commissione ha inoltre ricordato di aver recentemente aggiornato le linee guida relative al sistema di scambio delle quote di emissione (Ets), che rappresentano un ulteriore canale di sostegno per gli Stati membri. Queste nuove direttive ampliano la platea dei settori eleggibili ai sussidi pubblici e innalzano l'intensità degli aiuti fino all'80% per le industrie particolarmente energivore. Tali strumenti vengono presentati come misure temporanee per consentire al comparto industriale europeo di superare la fase di crisi senza compromettere gli obiettivi climatici del continente.