Una riforma storica sta per cambiare il volto del Parlamento britannico. La Camera dei Lord ha approvato questa settimana una legge che eliminerà completamente il diritto dei pari ereditari di sedere e votare nell'assemblea legislativa. Il provvedimento, già passato tutti i vaggli parlamentari, diventerà operativo entro la fine della sessione parlamentare in corso nel 2024.
Ai 92 nobili che attualmente ricoprono il ruolo in virtù della loro nascita viene così precluso l'accesso al prestigioso organo legislativo. Una decisione che rappresenta una rottura con una tradizione che affonda le radici nel Medioevo e che per secoli ha caratterizzato la struttura del Parlamento britannico, garantendo ai membri dell'aristocrazia uno spazio privilegiato nelle decisioni dello Stato.
Secondo il governo del Regno Unito, questa eliminazione collocherà il Paese tra le democrazie più moderne. Attualmente, soltanto il Lesotho mantiene ancora una camera legislativa con una componente ereditaria, rendendo il Regno Unito e la nazione africana gli ultimi bastioni al mondo di questa pratica. Con l'approvazione della legge, il Parlamento britannico si allineerà agli standard delle democrazie contemporanee, dove l'accesso alle istituzioni si basa sul merito e sulla rappresentanza popolare piuttosto che sul lignaggio.
La Camera dei Lord subirà una trasformazione significativa nella sua composizione e nel suo funzionamento. Pur mantenendo il suo ruolo di revisione legislativa e di dibattito su questioni d'interesse nazionale, l'assemblea perderà una delle caratteristiche più anacronistiche della politica britannica. I sostenitori della riforma la vedono come un passo necessario verso una maggiore democraticità, mentre i conservatori hanno espresso dubbi sulla perdita di una componente storica del sistema parlamentare britannico.