La settimana cinematografica si arricchisce di proposte di spessore che spaziano da generi e provenienze diverse. In primo piano c'è "Il testamento di Ann Lee", il nuovo lavoro della regista britannica Mona Fastvold, che torna dietro la macchina da presa per narrare la vita straordinaria della fondatrice della comunità religiosa degli Shaker. Produzione britannica di 130 minuti, il film vede nel ruolo principale l'attrice Amanda Seyfried. La sceneggiatura è stata sviluppata da Fastvold insieme a Brady Corbet, lo stesso team che aveva precedentemente firmato il pluripremiato "The Brutalist". Il racconto segue le vicende di Ann Lee, una donna del '700 che dalla Manchester industriale fugge verso l'America spinta da una visione mistica, arrivando a proclamarsi la reincarnazione di Cristo. Una trama che, secondo la critica inglese, oscilla involontariamente tra il dramma serio e il comedy più surreale, con scene di abitanti del New England che sembrano uscire direttamente da una pellicola dei Monty Python.
In sala trovate anche "L'isola dei ricordi", pellicola tedesca di novanta minuti diretta da Fatih Akin. Sebbene non sia firmata da un regista debuttante, questo progetto rappresenta qualcosa di particolare: Akin ha infatti realizzato la sceneggiatura autobiografica del suo mentore e amico Hark Bohm, ormai ottantaseienne e senza più le forze per concludere quella che sarebbe stata la sua ultima opera. Il protagonista è Nanning, un adolescente membro della Gioventù Hitleriana che si ritrova sfollato sull'isola di Amrum nella Frisia settentrionale durante gli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale. Con la madre precipitata in una profonda depressione che la confina a letto, il ragazzo intraprende piccole ma significative avventure quotidiane alla ricerca di ingredienti per soddisfare i capricci materni. Attraverso queste peregrinazioni, il giovane protagonista scopre gradualmente una realtà ben diversa dalla propaganda che lo ha circondato. La critica tedesca sottolinea come il film, inizialmente apparentemente semplice, affascini progressivamente lo spettatore grazie alla sincerità narrativa e ai paesaggi naturali di straordinaria bellezza.
Chiude la selezione "Keeper. L'eletta", produzione statunitense-canadese di novantanove minuti firmata da Oz Perkins, regista noto per la sua capacità di reinventare i codici dell'horror tradizionale. Tatiana Maslany è la protagonista di questo lungometraggio che, secondo le anticipazioni disponibili, rappresenta un esempio perfetto dello stile autoriale di Perkins: il cineasta prende i cliché consolidati del genere horror per sottoporli a una torsione profonda, deformandoli e trasformandoli in immagini completamente nuove e originali. L'opera promette una visione fresca della cinematografia horror, allontanandosi dagli schemi usuali.