Il fondo statunitense Flacks ha depositato una proposta strutturata per rilevare l'acciaieria di Taranto, blindando gli interessi dello Stato italiano con una serie di clausole contrattuali molto specifiche. Secondo quanto appreso, il piano prevede penalità economiche automatiche qualora l'acquirente venisse meno a cinque impegni fondamentali: la continuità operativa degli impianti, il mantenimento dei posti di lavoro, l'attuazione degli interventi ambientali, le misure compensative territoriali e il rispetto degli obblighi informativi nei confronti dei venditori. La decisione di blindare il contratto con sanzioni finanziarie riflette le lezioni imparate dal precedente fallimento con ArcelorMittal, che ha lasciato lo Stato italiano con una causa da 7 miliardi di euro.
La proposta di Flacks riconosce allo Stato ampi diritti di uscita qualora l'operazione dovesse mostrare segnali di crisi. Nel testo contrattuale si prevede che Roma possa risolvere l'accordo se l'acquirente dovesse trovarsi in difficoltà finanziaria, insolvenza o liquidazione; se non pagasse quanto dovuto o non adempisse agli obblighi principali; oppure se violasse le dichiarazioni e le garanzie sottoscritte. In tali circostanze, il governo conserverebbe comunque il diritto di incassare le penalità e richiedere risarcimenti aggiuntivi per eventuali danni ulteriori, creando così una rete di protezione giuridica.
Sul fronte del lavoro, Flacks garantisce il mantenimento dei livelli occupazionali per almeno ventiquattro mesi dal completamento dell'operazione. Durante questo periodo, il fondo si impegna a non procedere con licenziamenti collettivi, anche se rimane la possibilità di risolvere singoli rapporti di lavoro solo per giusta causa o per motivi disciplinari. Questa clausola rappresenta un'importante protezione per i circa 10mila dipendenti dell'impianto tarantino, almeno nel breve-medio termine.
Intanto, la competizione con il gruppo siderurgico indiano Jindal continua a rappresentare un'incognita nel processo di acquisizione. Pur non avendo ancora presentato un'offerta completa, osservatori del settore temono che un eventuale subentro del colosso indiano possa comportare tagli drastici ai ranghi occupazionali, con stime che parlano di circa 6mila esuberi potenziali. La proposta di Flacks si presenta quindi come alternativa più conservatrice dal punto di vista dell'occupazione e della continuità industriale, sebbene la partita rimane ancora aperta e lontana da una conclusione definitiva.