La tensione tra Israele e l'Iran raggiunge un nuovo livello di criticità. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato che la battaglia contro la Repubblica islamica sta entrando in una fase decisiva, destinata a proseguire con intensità fino al raggiungimento degli obiettivi strategici. Le dichiarazioni del ministro, riportate da fonti israeliane, sottolineano come lo scontro ormai abbia carattere strutturale e non temporaneo.
Katz ha rivolto parole di stima verso la leadership americana, congratulandosi esplicitamente con il presidente Trump per l'operazione militare condotta la sera precedente dalle forze armate statunitensi. L'azione militare ha preso di mira un'isola petrolifera iraniana e rappresenta, secondo il ministro israeliano, una risposta proporzionata alle azioni di Teheran negli ultimi tempi.
A detta di Katz, l'Iran avrebbe intensificato comportamenti destabilizzanti, tra cui il posizionamento di mine nello Stretto di Hormuz, rotta strategica fondamentale per il commercio petrolifero mondiale, e tentativi di esercitare pressioni attraverso ricatti verso la comunità internazionale. Il ministro definisce il governo iraniano come una struttura di stampo terroristico, utilizzando una terminologia che riflette la posizione ufficiale di Gerusalemme.
Secondo Katz, il conflitto non potrà concludersi attraverso negoziati o pressioni esterne, ma esclusivamente grazie all'azione della popolazione iraniana stessa. Il ministro sostiene infatti che solo gli iraniani, attraverso una mobilitazione popolare determinata, potranno determinare il superamento della situazione attuale, arrivando al rovesciamento delle attuali strutture di potere a Teheran.
Le affermazioni del responsabile della Difesa israeliana marcano un ulteriore inasprimento del confronto tra le due nazioni, che negli ultimi mesi ha visto escalation militari su più fronti e il coinvolgimento crescente di attori internazionali, in particolare gli Stati Uniti.