Gli Stati Uniti hanno lanciato nella serata di ieri una vasta operazione militare contro l'isola di Kharg, località strategica nel Golfo Persico che rappresenta un snodo cruciale per la difesa iraniana. Secondo quanto comunicato dal Centcom attraverso i social media, l'offensiva ha interessato oltre novanta obiettivi militari sparsi sul territorio insulare.

L'operazione ha colpito infrastrutture difensive di rilievo: depositi contenenti mine navali, bunker costruiti per proteggere sistemi missilistici e ulteriori strutture militari. L'attacco, condotto con armamenti di precisione, rientra nella categoria dei raid calibrati mirati a ridimensionare le capacità operative di Teheran nell'area del Golfo.

Un aspetto rilevante della missione riguarda come sia stata gestita la questione delle infrastrutture civili e commerciali. Le forze statunitensi hanno infatti preservato le strutture petrolifere presenti sull'isola, una scelta che potrebbe riflettere considerazioni geopolitiche più ampie riguardanti la stabilità economica globale e i mercati energetici internazionali.

L'annuncio ufficiale proviene dal Centcom, il comando militare statunitense responsabile delle operazioni nel Medio Oriente e nel Golfo Persico, conferendo alla comunicazione il carattere di dichiarazione istituzionale sull'esito della missione. Kharg rimane una posizione strategicamente sensibile negli equilibri regionali, e questo intervento rappresenta un'escalation tangibile nella tensione tra Washington e l'Iran.