Donald Trump ha sollevato interrogativi sulla situazione della nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, affermando di non possedere prove concrete sulla sua attuale condizione di vita. Durante un'intervista telefonica concessa alla rete americana Nbc, il presidente ha sottolineato come finora nessuno abbia potuto documentare visivamente il nuovo leader iraniano, in particolare dopo che questi non si è presentato dinanzi alle telecamere giovedì per pronunciare le sue prime dichiarazioni ufficiali nel ruolo di massima autorità della Repubblica islamica.

Trump ha riferito di aver sentito voci sulla possibile morte di Khamenei, sebbene abbia cautamente definito tali rumors come semplici "voci di corridoio" prive di conferme ufficiali. Nel medesimo intervento, il tycoon ha formulato un consiglio al nuovo leadership iraniano, qualora fosse effettivamente in vita: intraprendere azioni intelligenti a beneficio del Paese, includendo implicitamente l'ipotesi di una resa.

Interrogato circa l'eventualità di preferire un leader alternativo all'interno dell'establishment iraniano, Trump ha mantenuto una posizione enigmatica, limitandosi ad affermare che esisterebbero altre figure ancora viventi che potrebbero rappresentare eccellenti opzioni per guidare il futuro della nazione persiana. Quando gli è stato chiesto se mantenesse contatti con potenziali leader iraniani alternativi, il presidente ha rifiutato di fornire dettagli, giustificando il silenzio con la volontà di non esporre tali persone a rischi personali.

Il capo della Casa Bianca ha inoltre espresso sorpresa rispetto alle recenti operazioni militari iraniane contro altre nazioni mediorientali. Trump ha evidenziato come gli alleati americani nell'area, vale a dire gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar e l'Arabia Saudita, abbiano dimostrato una lealtà straordinaria verso Washington, risultando però bersagli di attacchi iraniani che il presidente ha giudicato come totalmente ingiustificati e privi di motivazioni razionali. Secondo Trump, questa escalation rappresenterebbe l'aspetto più sorprendente dell'intera dinamica regionale in cui gli Stati Uniti rimangono coinvolti.