Il governo britannico ha avviato consultazioni con i principali partner internazionali, a partire dagli Stati Uniti, per identificare soluzioni concrete finalizzate a proteggere la sicurezza dello Stretto di Hormuz, considerato una via strategica di cruciale importanza per il commercio globale. La questione rimane in cima all'agenda delle priorità politiche di Londra, come confermato dal ministro dell'Energia Ed Miliband durante un'intervista rilasciata alla Bbc.

Secondo Miliband, gli esecutivi coinvolti stanno passando in rassegna l'intero spettro delle possibilità d'intervento allo scopo di contribuire al ripristino della rotta marittima, anche se al momento il governo britannico ha preferito non divulgare specifiche operative riguardanti eventuali azioni concrete. Il ministro ha sottolineato come una riapertura effettiva dello stretto rappresenti un obiettivo irrinunciabile per la stabilità economica internazionale.

Il rappresentante dell'amministrazione britannica ha messo l'accento sulla necessità urgente di ridurre i livelli di conflittualità nell'area mediorientale. Secondo Miliband, qualsiasi strategia efficace deve poggiare su una logica di distensione e contenimento delle ostilità piuttosto che su escalation ulteriori. "La priorità ora deve essere quella di allentare le tensioni nel conflitto", ha dichiarato il ministro, evidenziando come la de-escalation rappresenti l'unico percorso viabile per risolvere la crisi e garantire la libera circolazione marittima.