Pechino intende posizionarsi come attore costruttivo nella risoluzione della crisi mediorientale. Liu Pengyu, portavoce dell'ambasciata cinese a Washington, ha comunicato attraverso l'agenzia russa Tass l'impegno della Repubblica Popolare nel cercare una soluzione pacifica al conflitto in corso nella regione.

Secondo le dichiarazioni ufficiali, la Cina si considera un "partner strategico affidabile" dei paesi mediorientali e intende rafforzare il dialogo con tutte le parti coinvolte nel conflitto, sia quelle in prima linea che gli attori regionali. Pechino sottolinea come questa posizione le consenta di operare con maggiore neutralità rispetto ad altri grandi attori internazionali.

La linea diplomatica cinese si concentra su tre obiettivi principali: l'interruzione immediata delle operazioni militari, il contenimento della crisi per evitare che si propaghi ad altre aree della regione, e il ritorno al tavolo dei negoziati. Liu Pengyu ha enfatizzato che l'approccio di Pechino rimane "imparziale e fondato su criteri oggettivi", ribadendo la necessità di cessare gli scontri armati per scongiurare un'ulteriore deterioramento della situazione.

Questa mossa si inserisce in una strategia più ampia della Cina di aumentare la propria influenza diplomatica globale, posizionandosi come mediatore nelle crisi internazionali. Negli ultimi anni, Pechino ha intensificato gli sforzi per espandere i propri contatti politici e commerciali nel Medio Oriente, cercando di controbilanciare l'influenza tradizionalmente dominante di Stati Uniti e potenze europee nella regione.