Il governo iraniano alza i toni sulla questione degli attacchi israeliani alle proprie strutture energetiche. Abbas Araghchi, titolare della diplomazia della Repubblica Islamica, ha pubblicato un messaggio sulla piattaforma X per condannare severamente i bombardamenti condotti da Israele contro i depositi di carburante situati nel territorio di Teheran, definendoli un vero e proprio "ecocidio".

Secondo le accuse formulate dal ministro, questi raid costituirebbero una chiara violazione delle norme del diritto internazionale. Ma l'aspetto più preoccupante riguarda le conseguenze ambientali e sanitarie a lungo termine: la contaminazione che ne deriverebbe, infatti, non rappresenterebbe una minaccia circoscritta al momento immediato dell'attacco, bensì avrebbe ricadute generazionali sulla popolazione civile.

Araghchi ha sottolineato come i residenti di Teheran sarebbero esposti a danni cronici alla salute e al benessere generale. Particolarmente critica la situazione legata al possibile inquinamento del suolo e delle falde acquifere sotterranee, un problema che potrebbe compromettere la qualità della vita per anni, se non per decenni.

La denuncia iraniana si inscrive nel più ampio contesto delle tensioni militari tra Teheran e Gerusalemme, con accuse incrociate riguardanti il rispetto degli obblighi internazionali in materia di protezione dell'ambiente e dei civili. Il ministero degli Esteri ha scelto di enfatizzare gli effetti devastanti per l'ecosistema locale e per le generazioni future, portando la questione su un piano che va oltre la dimensione puramente militare della disputa.