L'Ecuador ha dato il via nella notte scorsa a un'operazione militare di proporzioni senza precedenti, mobilitando oltre 40mila soldati per combattere le organizzazioni criminali dedite al traffico di droga che controllano ampie porzioni del territorio nazionale. La campagna proseguirà fino al 31 marzo e interesserà le aree geograficamente più critiche: le province di Guayas, Los Ríos, Santo Domingo de los Tsáchilas ed El Oro, riconosciute come corridoi privilegiati della criminalità organizzata. In queste regioni è stato imposto un coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino, mentre il governo ha schierato veicoli blindati, motociclette e appoggio aereo per garantire la massima copertura territoriale.

A differenza di quanto accade in altri Paesi sudamericani, l'Ecuador non è una nazione produttrice di cocaina, ma negli ultimi anni è diventato un snodo essenziale per il transito della droga verso i mercati internazionali, specialmente gli Stati Uniti. Questa posizione geografica strategica ha trasformato il Paese in un teatro di scontri sanguinosi tra le fazioni criminali in competizione per il controllo delle rotte di esportazione, generando una spirale di violenza che ha raggiunto livelli allarmanti.

Il ministro dell'Interno John Reimberg ha ufficialmente confermato che le autorità ecuadoriane ricevono assistenza tecnica e consulenza operativa direttamente da Washington. L'intervento statunitense rientra nella più ampia iniziativa regionale battezzata 'Scudo delle Americhe', una coalizione internazionale promossa dagli Usa con l'obiettivo di contrastare il traffico di stupefacenti su scala continentale.

La situazione sicurezza in Ecuador è ormai critica: il Paese registra uno dei tassi di omicidio più elevati di tutta l'America Latina, con oltre 50 morti ogni 100mila abitanti. Questa cifra allarmante testimonia come il conflitto tra le bande criminali abbia sconvolto la quotidianità dei cittadini ecuadoriani, spingendo il governo a intraprendere misure drastiche per recuperare il controllo di vaste aree dove lo Stato ha perso di fatto il monopolio della violenza legittima.