La guerra legale tra gli Stati Uniti e Live Nation Entertainment torna in aula oggi dopo una breve tregua negoziale. Il giudice federale Arun Subramanian ha confermato la ripresa del processo a Manhattan, con almeno 32 Stati più il Distretto di Columbia determinati a proseguire davanti a una giuria. Questa decisione arriva dopo che solo sette Stati (Arkansas, Iowa, Mississippi, Nebraska, Oklahoma, Carolina del Sud e Dakota del Sud) hanno accettato l'accordo proposto dal Dipartimento di Giustizia federale, una scelta che ha deluso i critici del compromesso.

L'accusa è pesante: Live Nation e la sua controllata Ticketmaster avrebbero costruito un sistema per soffocare la concorrenza nel mercato dei biglietti per concerti e spettacoli, utilizzando minacce, rappresaglie e strategie aggressive. Secondo i ricorrenti, l'azienda controllerebbe praticamente ogni tassello della filiera, dalla promozione dei concerti fino alla vendita finale dei biglietti, impedendo ai competitor di operare in numerosi segmenti di mercato. L'effetto finale, sostengono gli Stati, è un aumento artificiale dei prezzi che grava sui consumatori.

La difesa dell'azienda rimane ferma: Live Nation nega categoricamente di operare in regime di monopolio e sostiene che i prezzi e le modalità di vendita siano decidere direttamente dagli artisti, dalle squadre sportive e dai gestori dei luoghi di spettacolo. Un argomento che però viene complicato dalle prove documentali già acquisite dal tribunale. Tra questi elementi emergono conversazioni interne in cui un dipendente dell'azienda descrive come "scandalosi" i prezzi applicati per l'accesso alle aree Vip in un anfiteatro di Tampa, in Florida, esprimendo persino imbarazzo personale nel beneficiare di queste pratiche.

Il processo ha già visto l'ascolto delle testimonianze iniziali prima che il Dipartimento di Giustizia annunciasse il tentativo di accordo. Quell'intesa, pensata per risparmiare risorse pubbliche e permettere ai concorrenti di accedere a determinati segmenti di mercato, ha però incontrato l'opposizione di molti Stati che la ritenevano insufficiente. I negoziati aggiuntivi delle ultime settimane non hanno prodotto risultati, spingendo il giudice Subramanian a ordinare la ripresa immediata dell'udienza.

La sentenza potrebbe avere ramificazioni significative per l'intero settore dell'intrattenimento live in America. Se gli Stati vincessero, potrebbero ottenersi provvedimenti che introducono maggiore concorrenza nella vendita dei biglietti e freni più severi alle pratiche di prezzo. Per i fan dei concerti, la battaglia rappresenta potenzialmente l'opportunità di accedere agli spettacoli con tariffe più competitive.