Un nuovo testo costituzionale ha ottenuto il via libera dei kazachi con una percentuale schiacciante: l'87,15 per cento dei voti espressi nel referendum tenutosi il 15 marzo, come annunciato il giorno seguente dalla Commissione elettorale nazionale. Il risultato rappresenta un significativo endorsement per il progetto politico del presidente Qasym-Jomart Toqaev, che ha presentato la riforma come uno strumento fondamentale per trasformare lo Stato dell'Asia centrale in una società più giusta e pluralista.
Toqaev, salito alla guida della nazione nel 2019 dopo l'improvviso ritiro dal potere di Nursultan Nazarbaev – che aveva governato per tre decenni – ha giustificato la necessità di una nuova costituzione con gli eventi traumatici del gennaio 2022, quando le proteste contro l'inflazione e il costo della vita sfociarono in violenze che causarono 238 morti. In quella occasione il presidente aveva affermato l'intenzione di costruire un sistema più equo e di allargare gli spazi di partecipazione politica, promettendo di abbandonare il modello di "regime superlativamente presidenziale" per abbracciare un sistema presidenziale temperato da un parlamento dalle maggiori prerogative.
Altro però risulta dalla lettura attenta delle disposizioni introdotte dal nuovo testo. Il capo dello Stato acquisisce il diritto di nominare autonomamente dirigenti chiave dello stato – dalla Banca Nazionale ai servizi di intelligence fino alla Corte Costituzionale – senza sottoporre queste designazioni all'approvazione senatoria, organo che viene completamente eliminato dalla struttura istituzionale. Inoltre, qualora il nuovo parlamento monocamerale respingesse per due volte consecutive le nomine presidenziali ad altre cariche, il presidente avrebbe facoltà di sciogliere l'assemblea e governare temporaneamente per decreto.
Su altri versanti, le garanzie individuali risultano ulteriormente compresse. Il diritto alla libertà di espressione rimane vincolato a un nuovo limite: non potrà essere esercitato in modo da compromettere "la moralità collettiva" o "l'ordine pubblico", clausole notoriamente elastiche che faciliteranno il blocco di dissensi e manifestazioni critiche verso il governo. L'organizzazione internazionale Human Rights Watch ha prontamente stigmatizzato il testo come portatore di "restrizioni sproporzionate e ingiustificate" alla libertà di parola, associazione e riunione.
Una delle rarissime innovazioni genuinamente nuove riguarda l'istituzione della carica di vicepresidente, rispetto alla quale analisti politici locali formulano già ipotesi interpretative. Il Kazakistan, alleato strategico sia di Mosca che di Pechino oltre che partner economico dell'Unione Europea, si conferma ancora una volta una realtà geopolitica complessa, dove le dichiarazioni di democratizzazione convivono con una pratica di governo sempre più concentrata.