Nel corso di un'udienza privata concessa alla redazione del Tg2 della Rai in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione, il Santo Padre ha lanciato un monito severo nei confronti delle modalità con cui i media affrontano la narrazione dei conflitti armati. Il messaggio è stato chiaro e diretto: durante i momenti di crisi bellica, i giornalisti devono prestare massima attenzione a non trasformare il racconto della guerra in uno spettacolo intrattenitivo, simile a un videogioco.

Le parole del Papa giungono a pochi giorni di distanza dalle critiche mosse dal cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, che aveva definito "disgustoso" un video diffuso dalla Casa Bianca sui propri canali social. Nel filmato in questione, immagini di operazioni militari contro l'Iran erano state montate insieme a scene tratte da film d'azione, creando un effetto che banalizzava la realtà del conflitto. Il porporato aveva sottolineato l'inaccettabilità di rappresentare una vera guerra, con vere vittime e sofferenze reali, come se fosse un semplice prodotto di intrattenimento digitale.

Durante l'incontro, il Santo Padre ha ribadito che l'informazione, soprattutto in contesti bellici, corre il rischio concreto di diventare propaganda. Ha quindi esortato i professionisti dell'informazione a mantenere il proprio ruolo critico e indipendente, evitando di trasformarsi in semplici amplificatori delle narrazioni del potere. Secondo il Pontefice, il compito dei giornalisti nel verificare i fatti e nel resistere alle pressioni politiche assume un'importanza ancora maggiore in situazioni di conflitto armato, diventando quasi imprescindibile per il corretto funzionamento della democrazia.

Il Santo Padre ha sottolineato che i giornalisti hanno la responsabilità di mettere in primo piano le sofferenze causate dalla guerra alle popolazioni civili, di mostrare il volto umano del conflitto e di raccontare gli eventi dal punto di vista di coloro che ne subiscono le conseguenze più gravi. Ha riconosciuto la difficoltà intrinseca nel condensare questi insegnamenti nei brevi spazi temporali di un telegiornale, ma ha affermato che questa rappresenta la vera sfida contemporanea per il giornalismo di qualità.

L'udienza ha avuto momenti di levità, quando il Papa ha ironizzato circa l'assenza dell'amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi, commentando con tono scherzoso: "Vediamo stasera al telegiornale delle 20.30 se il Santo Padre sarà stato dimenticato". Il Santo Padre ha anche ripercorso la storia della testata televisiva, sottolineando come nel corso dei decenni diverse posizioni culturali abbiano coesistito all'interno della redazione, un elemento che ritiene particolarmente prezioso in un'epoca caratterizzata da polarizzazione ideologica e da chiusure mentali che impediscono la comprensione della complessità della realtà contemporanea.