Manuel Agnelli entra nel dibattito sul referendum costituzionale sulla giustizia schierandosi apertamente per il No. Il frontman e fondatore degli Afterhours ha registrato un videomessaggio diffuso dal comitato Giusto dire No, nel quale esprime una posizione netta contro la riforma in votazione, affidando il suo appello a considerazioni di carattere istituzionale e valoriale.

Nella sua dichiarazione, Agnelli sottolinea come lo Stato abbia il dovere di essere custode dei principi etici e culturali che contraddistinguono la comunità nazionale. Secondo il musicista, questo è il momento opportuno per ripristinare una visione dello Stato in cui tali valori fondamentali occupino il posto che meritano, senza compromessi con logiche meramente efficientialistiche o aziendalistiche.

La critica al referendum si concentra sul merito della proposta: per Agnelli, migliorare l'apparato giudiziario non richiede assolutamente interventi sulla Costituzione. A suo avviso, gli strumenti legislativi ordinari sono pienamente sufficienti per apportare i correttivi necessari al funzionamento della magistratura. Questa considerazione riflette l'argomentazione tecnica secondo cui non occorre stravolgere il dettato costituzionale per riformare processi e procedure del sistema di giustizia.

Agnelli precisa di essersi confrontato con esperti del settore e addetti ai lavori prima di assumere questa posizione pubblica, dimostrando una volontà di supportare il suo ragionamento con competenze specialistiche. La sua scelta di esprimere una posizione così esplicita rappresenta un esempio di personalità pubblica che decide di mettere il proprio volto e la propria credibilità a disposizione di una campagna referendaria.

L'intervento del musicista si aggiunge alle numerose voci che in questa fase pre-referendaria stanno articolando le ragioni del voto negativo, contribuendo a una discussione pubblica su questioni cruciali riguardanti l'assetto costituzionale e le riforme del sistema giustizia italiana.