La corsa verso la prossima generazione di processori per computer portatili accelera. Negli archivi online di Geekbench è comparso un prototipo di CPU che appartiene alla famiglia Medusa Point, basato sull'architettura AMD Zen 6 ancora non ufficializzata. La scoperta, intercettata dai tracker specializzati in leak hardware, rappresenta il primo indizio concreto su come il colosso di Santa Clara intende evolversi nel segmento dei notebook negli anni a venire. Il campione ingegneristico è stato identificato con la sigla AMD Eng Sample: 100-000001713-31_N, una denominazione che finora non compariva nei cataloghi ufficiali AMD ma è stata rintracciata sia nei registri pubblici sia nei database di spedizione internazionali.

Ciò che rende particolarmente interessante questa scoperta è la configurazione interna del processore. Il chip vanta dieci core e venti thread, ma la vera novità sta nella presunta suddivisione tra quattro core ad alte prestazioni e quattro core a elevata densità energetica, una soluzione che rimanda direttamente al modello ibrido pioneristico di Intel. Questo approccio consentirebbe ad AMD di distribuire meglio i carichi di lavoro: i core performanti gestirebbero le operazioni pesanti, mentre i core efficienti si occuperebbero delle mansioni di background tipiche della navigazione web e del multitasking leggero. La scelta è coerente con l'evoluzione del mercato mobile, dove l'autonomia energetica rimane un fattore decisivo per gli acquirenti.

Altri dettagli tecnici confermano quasi con certezza che si tratta di Zen 6. Il processore dispone di 32 megabyte di cache L3, una configurazione che attualmente è impossibile con l'architettura Zen vigente: i chip mobili di AMD utilizzano moduli (CCD) che contengono fino a otto core e 32 MB di cache per modulo, rendendo incompatibile una combinazione diversa con la tecnologia esistente. Anche il TDP dichiarato di 28 watt si posiziona nel range tipico delle soluzioni di fascia media e alta per laptop, mentre il package FP10 BGA conferma il target mobile del dispositivo.

Non bisogna però entusiasmarsi troppo osservando i risultati attuali dei test di performance. Le frequenze di funzionamento rilevate oscillano tra 1.369 e 2.006 megahertz, con una media di appena 1.437 megahertz: valori del tutto insignificanti per un campione pre-produzione ancora in fase di ottimizzazione. I veri processori a 3 nanometri destinati al mercato opereranno a velocità ben più elevate, quindi i numeri odierni non forniscono informazioni affidabili sul potenziale reale del prodotto finale. La vera importanza di questo leak risiede nella conferma dell'approccio architetturale che AMD sta sviluppando per rimanere competitiva nel segmento ultraportatile dei prossimi anni.