La Repubblica Islamica alza il tono dello scontro con l'amministrazione Trump. Saeed Khatibzadeh, viceministro degli Esteri iraniano, ha rilasciato dichiarazioni molto forti durante un'intervista con i giornalisti di Sky News a Teheran, avvertendo gli Stati Uniti sulle conseguenze di un'eventuale operazione militare terrestre nella regione mediorientale.

Secondo il funzionario iraniano, qualsiasi dispiegamento di forze di terra americane rappresenterebbe un'azione illecita dal punto di vista internazionale. Tuttavia, ha precisato che l'Iran dispone della capacità e della determinazione per rispondere militarmente a una simile mossa, indipendentemente dalle conseguenze. Nel suo avvertimento, Khatibzadeh ha tracciato un parallelo storico esplicito, suggerendo che gli Stati Uniti si troverebbero di fronte a uno scenario analogo a quello del conflitto in Vietnam, noto per essere il simbolo di un intervento militare lungo, complesso e dalle conseguenze impreviste.

Il viceministro ha poi sottolineato che Teheran è in grado e pronta a prolungare indefinitamente una eventuale difesa territoriale. Le sue parole riflettono una posizione ferma della leadership iraniana, che al momento non sembra orientata verso soluzioni negoziali. Questa dichiarazione rappresenta un ulteriore capitolo della crescente tensione tra l'Iran e l'amministrazione americana, in un momento già caratterizzato da notevole instabilità geopolitica nel Medio Oriente.

La minaccia punta a scoraggiare Washington dall'intraprendere un'escalation militare diretta, ponendo l'accento sui rischi di un conflitto prolungato e senza una chiara via d'uscita.