Nessy Guerra, una giovane donna originaria di Sanremo, vive da più di tre anni una situazione di estremo pericolo in Egitto insieme a sua figlia Aisha, che ha appena superato i tre anni d'età. La 26enne italiana si trova intrappolata in una condizione che combina violenza domestica, ricatti legali e minacce concrete alla propria incolumità. La piccola possiede solo un passaporto egiziano e non può lasciare il Paese senza l'autorizzazione del padre, un ostacolo che rende la fuga impossibile per la madre.
La vicenda affonda le radici in una relazione iniziata a Genova nel 2020 con Tamer Hamouda, un uomo nato in Italia da genitori di nazionalità mista. Quando il loro rapporto si concluse, Hamouda ricevette una condanna definitiva dal tribunale genovese a quasi tre anni di reclusione per una serie di reati gravi—percosse, lesioni, stalking, violazione di domicilio, furto e truffa—commessi ai danni di una precedente compagna. Poco prima dell'esecuzione della sentenza, la coppia si trasferì in Egitto. Una volta lì, il comportamento di Hamouda divenne ancora più aggressivo. Nessy decise di terminare la relazione e di denunciare l'uomo, ma ormai era rimasta incinta. Dalla loro unione nacque Aisha, e da quel momento il destino della madre e della figlia divenne appeso a un filo.
La situazione si è progressivamente deteriorata. Hamouda, con il supporto della madre, ha messo una taglia sulla testa di Nessy e della bambina, promettendo somme considerevoli a chiunque le rintracciasse e le conducesse da lui. In un'escalation ancora più preoccupante, l'uomo ha avanzato pretese economiche nei confronti dello Stato italiano, rivendicando un risarcimento di 185 milioni di euro per presunti danni subiti. Nel frattempo, Nessy e sua figlia sono costrette a una vita clandestina: vivono in luoghi diversi, si spostano frequentemente per non essere scoperte e convivono con una paura costante di essere rintracciate. La donna ha descritto questa esistenza come un incubo senza fine, caratterizzato da precarietà e ansia quotidiana.
Il pericolo legale che incombe su Nessy è tuttavia ancora più acuto. È stata denunciata tre volte per adulterio secondo la legislazione egiziana, accuse che ritiene infondate e strumentali. Se condannata, rischierebbe il carcere in Egitto, con tutte le conseguenze devastanti che ne deriverebbero. La prospettiva che più la terrorizza, però, non è la detenzione in sé: è la separazione forzata da sua figlia. Una sentenza di condanna potrebbe significare perdere la custodia di Aisha, con la bambina che resterebbe in Egitto sotto la responsabilità del padre, lontana dalla madre. Questo scenario rappresenta lo spettro che perseguita Nessy ogni giorno e che ha spinto a raccontare pubblicamente la sua storia, sperando in un intervento che possa salvare lei e sua figlia da una trappola apparentemente senza via d'uscita.