Nel corso della quarta edizione dell'EU Tax Symposium di Bruxelles, Pasquale Tridico accende i riflettori su una questione sempre più urgente in Europa: come affrontare il caro-energia e il conseguente impoverimento della classe media senza dissanguare i bilanci pubblici già in sofferenza. L'economista, già alla guida dell'Inps e oggi rappresentante italiano al Parlamento europeo, prospetta una soluzione che riequilibri il carico fiscale verso chi ha beneficiato maggiormente dalla tensione geopolitica innescata dall'amministrazione Trump e dalle operazioni contro l'Iran.

La proposta è nitida: introdurre un prelievo mirato sugli utili straordinari accumulati dai colossi dell'energia, del petrolio e della difesa durante la crisi. Secondo Tridico, il problema non risiede unicamente nell'aumento dei costi delle materie prime, bensì in una forma più sottile di speculazione che sfrutta il caos geopolitico per gonfiare artificialmente i margini di profitto. Un meccanismo che definisce "inflazione da scusa", dove le imprese approfittano dell'incertezza per alzare i prezzi al di là di quanto giustificato dai fondamentali economici. Le risorse raccolte verrebbero poi ridistribuite direttamente ai cittadini e alle piccole aziende che subiscono l'onere del rialzo delle bollette e dei carburanti.

Quando gli si chiede se questa misura dovrebbe trovare applicazione a livello continentale, Tridico richiama l'esperienza italiana del governo Draghi nel 2022, quando fu tentato un simile intervento con risultati deludenti. Il gettito si rivelò sensibilmente inferiore alle stime. L'economista tuttavia nega una questione tecnica: il fallimento fu dovuto principalmente a una "mancanza di reale determinazione politica" piuttosto che a difetti di progettazione. Secondo lui, dietro quella formula debole si nascondeva un'ambiguità deliberata che ne neutralizzava l'efficacia.

Il Movimento Cinque Stelle intende depositare una proposta vera e propria presso l'Eurocamera, stavolta priva di compromessi o scappatoie. In parallelo, Tridico continua a battere su un fronte più ampio: la necessità di ridistribuire il carico tributario. La sua visione è quella di allentare la pressione fiscale su lavoratori dipendenti e piccole e medie imprese, trasferendo il peso sulle grandi corporation tecnologiche e su chi possiede maggiori patrimoni. Un orizzonte diametralmente opposto agli accordi sottoscritti dall'Unione europea con Washington sulla "minimum tax", che Tridico definisce senza mezzi termini come "sciagurati" e contrari agli interessi europei.

Sullo sfondo di questa battaglia fiscale vi è una questione più profonda: come preservare il modello di welfare europeo in un'era di crescenti diseguaglianze e di spostamenti geopolitici che richiedono risorse sempre maggiori. Per Tridico, la risposta non può che passare per una riallocazione della ricchezza dalla base verso l'alto della piramide reddituale, invertendo il trend degli ultimi decenni. L'EU Tax Symposium in corso a Bruxelles offre proprio il palcoscenico per questa battaglia culturale e normativa.