Giancarlo Caselli, storico ex procuratore nazionale antimafia, non risparmia critiche alla proposta di riforma costituzionale finita al referendum. Nel mirino il disegno che, secondo l'ex magistrato, mira a trasformare la magistratura in un corpo svuotato di poteri e, soprattutto, incapace di rappresentare un contrappeso agli equilibri di potere.

«Questa riforma è pessima», dichiara Caselli con tono diretto. L'obiettivo sotteso, sostiene, è ben preciso: ridurre la magistratura a un'istituzione docile e inoffensiva, una sorta di «toghe innocue» che non disturbino determinati interessi economici e politici. La strategia, secondo l'ex magistrato, passa dalla delegittimazione sistematica dell'intera categoria.

«Stanno cercando di convincere l'opinione pubblica che i magistrati sono nemici dello Stato, per poi ridimensionarli», prosegue Caselli. In questo modo, continua, si creerebbe lo spazio politico per indebolire quella funzione di controllo che la magistratura indipendente dovrebbe esercitare sul sistema. Un controllo che, evidentemente, disturba determinati equilibri che qualcuno preferirebbe mantenere al riparo da verifiche.

La posizione dell'ex procuratore riflette una battaglia più ampia sullo stato della giustizia italiana: da una parte chi vede nella magistratura un presidio democratico indispensabile, dall'altra chi la ritiene eccessivamente invadente. Il referendum rappresenta uno snodo cruciale in questa contrapposizione ideologica e costituzionale.