La pista da bob di Cortina d'Ampezzo continua a generare spese straordinarie ben oltre il budget iniziale. Agli oltre 82 milioni dell'appalto vinto da Impresa Pizzarotti e alle altre voci già conteggiate, si aggiungono ulteriori 2 milioni di euro emersi durante i Giochi olimpici invernali del 2026. Le nuove spese riguardano prevalentemente servizi di manutenzione e gestione dell'impianto, affidati attraverso procedure che hanno evitato la competizione pubblica.

A novembre 2025, il commissario straordinario Fabio Massimo Saldini ha conferito direttamente a Pizzarotti un incarico del valore di 1 milione e 617mila euro per la conduzione della struttura. La determina, pubblicata solo a distanza di mesi sul portale ministeriale, copre il periodo dal 24 novembre 2025 al 27 febbraio 2026: esattamente l'arco temporale in cui la pista è stata operativa sotto il controllo della Fondazione Milano Cortina 2026 per le competizioni di bob, skeleton e slittino. Saldini ha motivato l'assegnazione senza bando ricorrendo all'articolo 76 del Codice degli appalti, sia per l'unicità tecnica del fornitore sia per l'estrema urgenza derivante da eventi imprevedibili.

Un secondo affidamento diretto è stato assegnato a Its Engineering di Pieve di Soligo il 5 febbraio 2026, vigilia della cerimonia di apertura. La società, amministrata da Michele Titton, ha ricevuto 204.600 euro per garantire manutenzione e sorveglianza dell'impianto. Titton ricopre un duplice ruolo cruciale nella storia della pista: è stato il direttore dei lavori in cantiere e ha ideato 31 varianti progettuali che hanno permesso di ottimizzare i tempi realizzativi del budello di ghiaccio, consentendo il completamento entro la pre-omologazione di marzo 2025.

La gestione dei fondi attraverso procedure negoziate solleva interrogativi sulla trasparenza amministrativa. Il ricorso ripetuto a incarichi diretti, sebbene giustificato dalla contingenza olimpica e da peculiarità tecniche, esclude la concorrenza pubblica e non consente a potenziali fornitori di accedere a opportunità contrattuali. La Sliding Centre rappresenta così un caso emblematico di come le infrastrutture olimpiche, nate da una necessità temporanea, possono diventare source di spese ricorrenti difficili da contenere e da sottoporre a controllo pubblico effettivo.