Un patrimonio culturale e naturalistico unico sta per essere smembrato dalle procedure giudiziarie. La Laguna di Marano e Grado, quella stessa che ispirò Ernest Hemingway per il suo romanzo "Al di là dal fiume tra gli alberi", si prepara a veder passare all'asta alcuni dei suoi casoni più caratteristici. Il motivo: il fallimento di una cooperativa di allevatori di cozze. I prezzi di aggiudicazione proposti oscillano tra i 20mila e gli 86mila euro, cifre che raramente attraggono investitori desiderosi di preservare il valore storico piuttosto che il profitto.

Questi edifici rappresentano una testimonianza vivente di secoli di storia lagunare. Con i loro tetti di paglia ripidi e spioventi, le pareti costruite con canne e legno, le poche stanze essenziali arredate sobriamente, i casoni raccontano la quotidiana lotta per la sopravvivenza di pescatori e allevatori. Costruiti su isole e lingue di terra, accessibili principalmente via acqua, questi ricoveri erano immersi in un ecosistema sonoro fatto di remi che fendono l'acqua, canti di uccelli e silenzi medioevali. L'atmosfera particolare della laguna, con i suoi aromi misti di mare e acqua dolce, ha affascinato artisti e scrittori provenienti da tutto il mondo.

In passato esistevano migliaia di casoni sparsi nell'Italia nord-orientale, sia nelle lagune che sulla terraferma. Durante il fascismo molti furono demoliti, mentre nel dopoguerra la tendenza a eliminarli proseguì, visti come residui di una povertà da cancellare dalla memoria collettiva. Oggi ne rimangono solo pochi, immediatamente riconoscibili per l'architettura inconfondibile. Intorno a questi insediamenti prospera una biodiversità straordinaria: garzette, aironi cinerini, germani reali, rondini di mare, circondati da tamerici, pioppi, olmi, ginepri e persino pini. L'area si trova a pochi chilometri da Aquileia, l'antico porto romano ancora visibile tra i resti archeologici.

Precedenti significativi dimostrano il rischio concreto. L'Isola Orbi, un comprensorio di 35mila metri quadrati dotato di tre casoni, fu aggiudicato circa un anno fa mediante asta giudiziaria per poco più di mezzo milione di euro a un acquirente privato. Ora, con i casoni di Marano e Grado destinati alla privatizzazione, il processo di dissoluzione di questo ecosistema unico continua inesorabilmente, pezzo dopo pezzo.

La consapevolezza del valore storico-ambientale ha mobilitato comitati e associazioni locali nella difesa di questi spazi. La battaglia è appena iniziata e coinvolge cittadini determinati a evitare che ulteriori elementi di questo patrimonio irreplicabile scompaiano nella proprietà privata, trasformando in residenze esclusive quello che dovrebbe rimanere testimonianza collettiva di un passato indissolubilmente legato alla laguna.